Mercato

Mercato auto giugno nuovamente in accelerazione: +14,4%

Secondo i dati pubblicati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a giugno il mercato italiano dell’auto totalizza 146.682 immatricolazioni, con una crescita del 14,3% rispetto allo stesso mese del 2014. Nel primo semestre 2015, i volumi immatricolati si attestano a 872.951 unità, il 15,2% in più rispetto a gennaio-giugno 2014.

“A giugno assistiamo al sesto incremento consecutivo a doppia cifra delle immatricolazioni che, dopo il rallentamento registrato a maggio, presentano nuovamente un’accelerazione del trend di ripresa, potendo contare anche su un giorno lavorativo in più rispetto a giugno 2014 – commenta Gianmarco Giorda, Direttore di ANFIA. Il buon andamento del mercato trova riflesso anche nell’aumento dei volumi produttivi di autovetture che, secondo le stime preliminari, anche a maggio hanno continuato a crescere a ritmi sostenuti. Ricordiamo, comunque, che i livelli di vendite, per questo mese, sono in realtà assimilabili a quelli del 1996, quindi di quasi vent’anni fa, e che la strada da percorrere per raggiungere le dimensioni fisiologiche del mercato domestico, pari a circa 1,8 milioni di nuove vetture immatricolate all’anno, è ancora piuttosto lunga. Le ultime proiezioni per il 2015 infatti, stimano un mercato tra 1,46 e 1,48 milioni di nuove autovetture.

I segnali incoraggianti per la nostra economia, con l’indice dei prezzi al consumo tornato positivo e il graduale miglioramento del clima di fiducia di consumatori e imprese, fanno sperare in un’ulteriore incremento delle vendite nei mesi a venire – aggiunge Giorda – con una spinta al processo di rinnovo del parco circolante, già incominciato stando all’andamento del mercato nel segmento dei privati. Nei primi cinque mesi del 2015, infatti, le vendite ai privati sono risultate in crescita del 13,3%, attestandosi al 58,3% di quota. Questo trend crescente iniziato a luglio 2014 testimonia che per alcuni consumatori è davvero arrivato il momento di cambiare auto, dopo averne rinviato a lungo la sostituzione, anche grazie alle offerte commerciali delle Case auto, che prevedono sconti sull’acquisto dell’auto nuova dietro rottamazione della vecchia auto”.

Secondo l’anticipazione dello scambio di dati tra ANFIA e UNRAE, a giugno gli ordini ammontano a circa 127.000, il 9% in più rispetto a giugno 2014. Nel primo semestre 2015, gli ordini effettuati sono stati circa 880.000, in crescita del 16,5% rispetto al primo semestre 2014.

Analizzando le immatricolazioni per alimentazione, a giugno le auto a benzina raggiungono una quota del 30,8% (29,3% un anno fa), con un leggero ribasso rispetto al mese precedente (31,5%), mentre per le vetture diesel la quota di mercato resta stabile al 55,4% (55,1% un anno fa).

Per le vetture a GPL, la quota di mercato è dell’8,2% a giugno (contro il 9% di un anno fa), in risalita rispetto a maggio (7,9%). Il metano si attesta, nel mese, al 3,9% di quota (4,9% un anno fa), in leggero rialzo rispetto a maggio (3,7%). Le vetture ibride ed elettriche, infine, mantengono la quota all’1,7%, esattamente come un anno fa (1,6% a maggio 2015).

Secondo l’indagine ISTAT, a giugno l’indice del clima di fiducia dei consumatori (base 2010=100) registra un incremento dopo due mesi consecutivi in calo, passando a 109,5 da 106 del mese precedente. Anche l’indice del clima di fiducia delle imprese (base 2010=100) torna a crescere a giugno, salendo a 104,3 da 101,8 di maggio. In riferimento al clima di fiducia dei consumatori, migliora, dopo due mesi consecutivi in flessione, il giudizio sull’opportunità attuale di acquisto di beni durevoli (-54 da -63), per la diminuzione della quota di coloro che ritengono di poter spendere molto meno per questi beni (al 49,4% dal 52,7%). Continuano a peggiorare, invece, come già a maggio, le intenzioni future (a -83 da -76) perché sale al 38,2% dal 35,2% la quota di coloro che si attendono di spendere “molto meno” in futuro per questi acquisti.

Secondo le stime preliminari ISTAT, a giugno l’indice nazionale dei prezzi al consumo aumenta dello 0,1% sia rispetto al mese precedente sia nei confronti di giugno 2014, registrando lo stesso tasso tendenziale di maggio.

Nel comparto dei Beni energetici non regolamentati, i prezzi dei carburanti presentano dinamiche diverse. Il prezzo della Benzina aumenta dello 0,5% a giugno rispetto al mese precedente e registra una flessione su base annua stabile a -6,3%. Il prezzo del Gasolio segna una diminuzione congiunturale modesta (-0,1%) e una lieve accentuazione del calo tendenziale (-8,9% da -8,7% del mese precedente). I prezzi degli Altri carburanti registrano una diminuzione su base mensile più marcata (-1,8%) – per effetto dei ribassi sia del GPL sia del metano – con una flessione su base annua (-14,6%) più ampia di oltre un punto percentuale rispetto a quella rilevata a maggio (-13,4%).

Le marche nazionali, nel complesso, totalizzano nel mese 41.847 immatricolazioni (+20,1%) e portano la propria quota di mercato dal 27,2% di un anno fa al 28,5%. I marchi di FCA (escludendo Ferrari e Maserati) totalizzano nel complesso 41.634 immatricolazioni nel mese (+20%), con un andamento positivo per i brand Fiat (+12,6%), Alfa Romeo (+17%), Lancia/Chrysler (+22%) e Jeep (+309,2%). In crescita anche Ferrari (+38,9%) e Maserati (+22,3%).

Nel primo semestre 2015, le marche nazionali nel complesso totalizzano 249.399 immatricolazioni (+17%), portando la propria quota di mercato dal 28,1% di un anno fa al 28,6%. I marchi di FCA (escludendo Ferrari e Maserati), totalizzano 248.217 immatricolazioni (+17%). Tutti i marchi FCA riportano un trend positivo nel periodo gennaio-giugno. Anche Ferrari, Maserati e Lamborghini chiudono con il segno più, a +9,5%, +12,9% e +2,9% rispettivamente.

Tutta italiana la prima metà della top ten di giugno, con Fiat Panda (10.426 unità) e Fiat Punto (5.796) stabili a condurre la classifica, seguite, al terzo posto da Lancia Ypsilon (5.637), che conquista una posizione rispetto al mese precedente, mentre la quarta e la quinta posizione spettano a Fiat 500L (4.905) e Fiat 500 (4.355), quest’ultima in risalita di un posto rispetto a maggio, rispettivamente.

Ancora una volta in testa alla top ten diesel del mese Fiat 500L (3.343 unità), seguita, al terzo posto da Fiat 500X (2.261), che conquista una posizione rispetto a maggio. Al quarto posto, troviamo Jeep Renegade (2.108), in risalita di due posizioni rispetto al mese precedente, mentre al settimo e ottavo posto si collocano rispettivamente Fiat Punto (1.855) e Fiat Panda (1.848).

Fa un balzo in avanti, a giugno, anche il mercato dell’usato, che con 366.431 trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture a concessionari, registra un incremento del 13,5% rispetto a giugno 2014. Nei primi sei mesi del 2015, i volumi ammontano a 2.284.192 unità, pari all’8,2% in più rispetto al primo semestre 2014.

Per Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto: “L’inaspettata crescita a doppia cifra è determinata dalla forte spinta delle promozioni commerciali messe in campo da case automobilistiche e concessionari. E’ questa la risposta a chi teorizzava che il mercato, anche se stimolato da una ‘rottamazione governativa’, in questo contesto macroeconomico, non avrebbe reagito. Abbiamo la prova che non è così e i clienti si sono accorti che mai come in questo momento si fanno dei veri e propri affari d’oro. Peccato che senza la discesa in campo del Governo questa onda anomala sia destinata ad esaurirsi. Se vi fosse una diversa attenzione potremmo svecchiare il circolante con benefici per sicurezza, ambiente, occupazione e, non ultimo, con forti benefici per le casse dello Stato”.

Aggiunge Carlo Alberto Jura, neo eletto presidente dei concessionari del gruppo FCA: “Per completezza di informazione faccio presente che giugno è un mese particolare in cui i dealer traguardano o meno, oltre che l’obiettivo del mese, i bonus del trimestre o del semestre. E questa situazione ha certamente influito sul numero complessivo”.

Secondo i concessionari di tutti gli autoveicoli commercializzati in Italia le iniziative promozionali rendono particolarmente vantaggioso l’acquisto dell’auto, andando a smuovere la sostituzione delle vetture circolanti con più di dieci anni. Questo però al prezzo di un forte ridimensionamento dei margini dei dealer che concorrono con le case automobilistiche all’offerta di prodotti e servizi a condizioni d’attacco. Sforzo che non può continuare e che è destinato a rientrare nella normalità.

Conclude Pavan Bernacchi: “Stiamo uscendo da una violenta crisi che ha di fatto dimezzato la presenza delle concessionarie sul mercato automobilistico italiano. Oggi le imprese rimaste, molto più solide, sono impegnate a trasformarsi e adattarsi investendo in innovazione e nei processi di acquisto e post vendita. L’unico grande assente rimane il Governo a cui rimproveriamo una latitanza nei confronti del nostro settore, a partire dalla materia fiscale che andrebbe completamente rivista e migliorata. Infatti negli ultimi anni si è messo mano alle normative solo per peggiorare le condizioni di chi acquista e utilizza un autoveicolo. Iva agevolata, deduzioni e detrazioni, eliminazione del superbollo per le auto prestazionali: le idee non mancano, gli interlocutori istituzionali quelli sì”.

“E’ chiaro che siamo soddisfatti di come siano andate le cose in questi primi 6 mesi – ha detto Massimo Nordio, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – anche se, per usare una metafora efficace, è come se fossimo passati da una febbre a 40° ad una di 38°. Con ciò, voglio dire che ancora non è stata adottata una terapia efficace per dare sostanza al canale di vendita più importante del nostro mercato, quello delle famiglie o dei privati, che però hanno dimostrato di ben reagire agli ingenti, ma necessariamente limitati, investimenti messi in campo dalle Case con le loro Reti”. “Questo – prosegue Nordio – insieme a quanto sta insegnando l’esperienza spagnola, dovrebbe dimostrare al Decisore Pubblico che rilanciare i consumi ed in particolare un settore cruciale per l’economia e l’occupazione nel Paese come l’auto, si può, anzi si deve. Sarebbe anche un segnale di sostanza sia per gli investimenti in produzioni, ricerca e sviluppo e centri di design che molti costruttori hanno già messo in campo in Italia, con benefico ritorno sui livelli di occupazione, sia per accelerare lo smaltimento del parco anziano”.

“C’è anche un altro tema – conclude il Presidente – che va tenuto sotto osservazione: il noleggio ha esaurito la sua spinta, frenano anche le vendite a società; è tempo, quindi, di dare maggiore attenzione alle imprese con la revisione della fiscalità delle auto aziendali, perché una più veloce rotazione delle stesse renderebbe disponibile un usato più fresco capace di contribuire al ringiovanimento del parco”.

 

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