Mercato

Mercato auto: trimestre positivo (+13,5%), sostenuto dal noleggio (+37%). Il canale privati resta ancora debole

Il mese di marzo, secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, chiude con un immatricolato di 161.303 auto, in crescita del 15,1% rispetto alle 140.189 del marzo dello scorso anno, beneficiando anche di un giorno lavorativo in più. Il primo trimestre dell’anno archivia una crescita del 13,5%, con 428.464 auto vendute, rispetto alle 377.629 dello stesso periodo 2014.

Due gli elementi di osservazione: il fenomeno del noleggio che conferma la forte crescita (+37% nei tre mesi), per due elementi contingenti ben precisi: nel noleggio a breve termine il forte “inflottamento” per le esigenze legate all’Expo di Milano, mentre nel noleggio a lungo termine i rinnovi dei contratti rinviati negli anni precedenti, passati dai classici 24 mesi agli attuali 47 mesi, che hanno consentito di ridurre i canoni pagati dalle imprese. Il noleggio non è solo un fenomeno di volumi, è piuttosto la testimonianza che a fronte della pressione fiscale che ancora agisce sulle imprese, questo canale sta funzionando da sostegno finanziario alle aziende in crisi di liquidità e ancora alle prese con il cronico ritardo dei pagamenti della Pubblica Amministrazione e da perfetto strumento per superare le restrizioni della spending review per le flotte pubbliche.

Migliorano le vendite a privati, che crescono nel mese del +13,5% con un giorno lavorativo in più a circa 93.000 immatricolazioni, con una quota del 57,2%, 1 punto in meno rispetto all’anno scorso. Nel trimestre mantengono un tiepido incremento del 7,4%, perdendo 3,4 punti di rappresentatività, per portarsi al 58,9% del totale, un valore troppo basso per sostenere l’equazione di business dei concessionari che, di fatto, nel trimestre stanno vendendo 2 auto a testa in più al mese alle famiglie.

“La crescita è dovuta soprattutto al noleggio – ha commentato Massimo Nordio, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case Automobilistiche estere – quando anche il canale privati mostrerà un rateo di crescita adeguato al potenziale inespresso, allora potremo dire di essere fuori dal tunnel. Tuttavia rileviamo alcuni segnali importanti, ad esempio, l’indice di fiducia dei consumatori e degli imprenditori è in aumento e l’occupazione in febbraio secondo l’Istat è cresciuta di 93.000 unità (+0,4%) rispetto allo stesso mese 2014. Pertanto, in uno scenario che oggettivamente migliora – prosegue Nordio – per cogliere queste opportunità è necessario uno stimolo che aiuti le famiglie a rinnovare la propria vecchia auto. E non stiamo chiedendo incentivi, non li vogliamo, desideriamo che continui il processo di sostegno alle famiglie del Governo Renzi, adottando, perché no, il progetto della detraibilità di parte dei costi di acquisto proposto dall’UNRAE. Ed insieme ai privati – conclude il Presidente – occorre pensare anche alle imprese: è ormai indispensabile agevolare una diversa modulazione del trattamento fiscale dell’auto aziendale, aumentandone la detraibilità che oggi è al 20%, allineandola alla media europea del 40%, in alcuni Paesi addirittura del 100%”.

Tornando al mercato di marzo, la crescita del noleggio nel mese rimane comunque alta al +23,1%, portando la quota di mercato al 28,6% del totale; nel 1° trimestre le 110.700 vetture immatricolate a noleggio segnano un incremento del 37% e una quota che copre più di 1/4 dell’intero mercato, crescendo di 4,4 punti percentuali rispetto allo stesso periodo 2014. Dei privati si è detto nei paragrafi precedenti, mentre le società crescono in marzo del 7,6% con poco più di 23.000 unità immatricolate, scendendo di un punto di quota sia nel mese (al 14,2%) sia nel cumulato (15,4% del totale). Le vetture vendute a società nel 1° trimestre sono state 66.525 in aumento del 6,5%.

Crescita a doppia cifra in marzo per tutte le alimentazioni che compongono il mercato, ad eccezione del metano, in aumento comunque del 5,6%, e delle elettriche, in forte ascesa +138,7%, vista la scadenza per immatricolare i veicoli prenotati entro il 31 dicembre con gli incentivi BEC. Nel 1° trimestre l’incremento a doppia cifra interessa tutte le motorizzazioni, con le ibride che crescono in rappresentatività raggiungendo l’1,5% del totale, anch’esse influenzate dalla scadenza delle immatricolazioni con incentivi BEC.

In aumento anche la raccolta contratti che, secondo un primo scambio di informazioni fra UNRAE ed ANFIA, in marzo cresce del 21% con oltre 170.000 ordini raccolti. Nel trimestre l’incremento è del 16% a circa 448.000 contratti.

Per concludere l’analisi del mercato, buon andamento anche per l’usato: in marzo i trasferimenti di proprietà sono stati 426.460 in crescita del 16,4% rispetto ai 366.276 dello stesso periodo 2014. Ciò consente al trimestre di archiviare una crescita del 7,1% con 1.155.948 vetture trasferite, rispetto alle 1.079.568 del gennaio-marzo dello scorso anno.

Per Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto: “Un incremento del 15%? Tutto vero, non è un pesce di aprile. E poiché con il risultato di marzo il I trimestre 2015 chiude a +13,5% mi viene da dire: prove tecniche di ripresa. Ma per valutare correttamente il fenomeno invito ad attendere la chiusura del I semestre. Temo infatti che la spinta data dal canale noleggio possa rallentare. La ripresa sembra essere alle porte ma alcuni indicatori economici forniscono interpretazioni altalenanti e non univocamente indirizzate sul terreno di un chiaro segnale positivo. Da ultimo il dato ISTAT sulla disoccupazione a febbraio: 12,7% con un 42,6% dei giovani senza lavoro. Resta il tema del cosa fare e, in questo senso, manifestiamo apprezzamento per l’apertura al dialogo espressa dal Vice Ministro Morando in occasione di un recente intervento pubblico. Il Vice Ministro, infatti, si è dichiarato a favore di un provvedimento per il rinnovo del parco finalizzato all’acquisto di veicoli con basse emissioni di CO2. Federauto propone un’Iva agevolata per i privati mentre per le aziende maggiori detraibilità e deducibilità. Il tutto almeno triennale o meglio lasciare le cose come stanno. Inoltre un pacchetto che passi anche per la rimodulazione del bollo auto secondo il principio che le vetture obsolete e inquinanti – e meno sicure – devono pagare di più, alleggerendo i costi per il parco circolante virtuoso”.

“Seppur in un quadro non ancora stabile né uniforme per i diversi settori produttivi, in questi primi mesi del 2015 assistiamo a un rafforzamento dei primi segnali di ripresa dell’economia italiana – ha dichiarato Gianmarco Giorda, Direttore di ANFIA. Il progressivo miglioramento del clima di fiducia di consumatori e imprese trova un riscontro di conferma anche nei dati relativi al trend della fabbricazione di autoveicoli (Codice Ateco 29.1), cresciuto a gennaio del 30,4% e previsto in crescita anche nei mesi successivi. Per il mercato italiano dell’auto, dopo un 2014 chiuso positivamente (+4,3% rispetto al 2013 e oltre 1,36 milioni di nuove registrazioni), spezzando un lungo trend negativo, a gennaio 2015 si è registrata la prima crescita a doppia cifra (+11,5%) da marzo 2010, seguita dal +13,6% di febbraio e, ora, a marzo 2015, da un rialzo del 15,1% dei volumi, pur essendo, questi, analoghi a quelli dei primi anni ’80. I volumi totalizzati nel primo trimestre 2015, inoltre, sono i più alti, per questo periodo dell’anno, dal 2011” – ha proseguito Giorda. Per supportare il trend positivo del primo trimestre 2015, sarebbe opportuno attivare misure di sostegno al canale dei privati – che sta crescendo meno rispetto al comparto del noleggio – attraverso un alleggerimento della pressione fiscale, ad esempio con la già discussa proposta di esenzione dal bollo auto per 3 anni, per le nuove vetture ecofiendly immatricolate”.

Interviene Piero Carlomagno, presidente dei concessionari del Gruppo Fiat Chrysler Automobiles: “Ma il vero tema, tutto interno alla nostra filiera, è la sostenibilità del business delle concessionarie di autoveicoli. Infatti le regole che ci legano indissolubilmente alle case automobilistiche, sono state pensate in altri momenti storici e non sono più attuali. Diventa quindi prioritario modificarle perché solo se torneremo a far marginare le nostre aziende potremmo ricominciare ad assumere, a interrompere il ricorso agli ammortizzatori sociali e a investire. E sono aziende come le nostre la spina dorsale dell’economia italiana”.

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