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Magneti Marelli e Yokohama fanno salire la pressione sulla meccanica leggera

Magneti Marelli non poteva mancare alla partita dei TPMS. Il gruppo multinazionale è leader nella progettazione e produzione di sistemi e componenti ad alta tecnologia per autoveicoli e ha 38.000 addetti, 85 unità produttive, 12 centri di Ricerca e Sviluppo e 26 Centri Applicativi. L’azienda è presente direttamente in 19 nazioni, fornisce tutte le maggiori Case auto in Europa, Nord e Sud America, Asia e la rete Magneti Marelli Checkstar Service è composta da circa 4.000 officine.  Insomma i numeri ci sono tutti.

La soluzione per applicare la direttiva TPMS è stata realizzata dalla divisione After Market Parts & Service, che distribuisce ricambi, componenti e attrezzature alle reti di officine e si occupa anche di formazione e know how tecnico. Così, nel maggio 2014, il catalogo di attrezzature Magneti Marelli si è arricchito del TPMS Connect Evo, uno strumento prodotto da Tecnomotor e ribrandizzato Magneti Marelli, che serve per il controllo, la diagnosi e la codifica dei sensori wireless di pressione dei pneumatici.

Lettura del singolo sensore TPM per verificarne il funzionamento, con la possibilità di salvare tutti i dati disponibili nella schermata e di stamparli successivamente
Lettura del singolo sensore TPM per verificarne il funzionamento, con la possibilità di salvare tutti i dati disponibili nella schermata e di stamparli successivamente

TPMS Connect Evo esegue un controllo iniziale del sistema all’ingresso del veicolo, prima di qualsiasi intervento sulle ruote o sui sensori, identifica l’ID dei singoli sensori nelle ruote senza rimuovere i pneumatici, controlla complessivamente il sistema al momento della restituzione del veicolo al cliente (ad es. in seguito alla manutenzione completa dei pneumatici), evidenziando gli errori e le possibili cause dell’attivazione dell’indicatore TPMS sul cruscotto, misura la temperatura e la pressione dei pneumatici e codifica le valvole universali Ez-Sensor di Schrader, Sens-It di Alligator, IntelliSens di Huf e Redi-Sensor di VDO. Lo strumento è rivestito con gomma antishock per resistere a urti o cadute e ha un display transflettivo (4×16 caratteri) con ampio angolo di lettura che permette la visualizzazione delle informazioni anche in situazioni di luce intensa. Inoltre, grazie ad una batteria interna al litio a ricarica veloce e lunga durata, permette un utilizzo frequente.

Le funzioni principali sono: lettura completa di tutti i sensori installati sul veicolo legati alla corrispettiva ruota, lettura del singolo sensore, programmazione dei sensori universali, diagnosi OBD per codifica/DTC e dati tecnici dei sensori. Tutti i dati rilevati durante il risveglio delle valvole possono essere salvati sul TPMS Connect EVO, archiviati sul PC e stampati, attestando il lavoro eseguito. L’archiviazione dei dati valvole facilita infatti le operazioni successive, come ad esempio il cambio gomme estive/invernali, la sostituzione di un sensore danneggiato e o a fine vita per la batteria scarica, in quanto tutti i dati posso essere riscritti in modo veloce. L’operatore è inoltre aiutato nelle attività di manutenzione del sistema con informazioni quali: coppia di serraggio sensore, codice di ricambio valvola OE, procedure di adattamento valvole e molto altro ancora.

Aggiungendo il Kit OBD (On Board Diagnostic), TPMS Connect EVO diventa uno strumento di diagnosi  non solo dei sensori, ma anche della ECU di gestione del TPMS a bordo veicolo, permettendo la lettura e cancellazione di errori, la codifica e lettura dei parametri della centralina, nonché la codifica valvole direttamente nella ECU.

Il KIT OBD connesso al TPMS Connect EVO permette la diagnosi completa del sistema TPMS e la codifica in modo semplificato in centralina degli ID dei nuovi sensori TPM senza necessità del Tester di Diagnosi
Il KIT OBD connesso al TPMS Connect EVO permette la diagnosi completa del sistema TPMS e la codifica in modo semplificato in centralina degli ID dei nuovi sensori TPM senza necessità del Tester di Diagnosi

La partnership con Yokohama Italia

La praticità dello strumento, ma soprattutto la capacità e la lunga esperienza nell’organizzazione di corsi di formazione hanno fatto sì che Yokohama Italia abbia individuato in Magneti Marelli un partner ideale. Il problema cruciale per i gommisti italiani nella gestione dei TPMS sembra infatti essere la formazione, in quanto è un’attività che coinvolge l’elettronica e che finirà per trasformare in maniera sostanziale il lavoro di tutti i giorni. Yokohama Italia ha scelto quindi di offrire al proprio network Consulenti di Guida non solo il prodotto per la diagnosi, ma anche la collaborazione con un’azienda in grado di offrire corsi di formazione chiari ed efficaci sui TPMS e non solo.

“Nel 2015 struttureremo una serie di corsi di formazione sui TPMS, che saranno il vero e proprio cardine attorno a cui ruota un progetto di crescita delle officine dei gommisti partner di Yokohama”, spiega Pietro Maria Gastaldi, responsabile vendite Italia di Magneti Marelli. “Già dai primi corsi effettuati, abbiamo notato che i partecipanti sono molto interattivi. Questo significa che hanno capito che si tratta di un’opportunità da cogliere e stanno già guardando in prospettiva al business che possono generare.”

Secondo Magneti Marelli, i TPMS, che dovranno essere gestiti in quanto introdotti sul mercato per legge, per i gommisti rappresentano solo il primo passo per entrare in un mondo di servizi più complessi. “Noi abbiamo offerto a Yokohama e alla sua rete tutto il nostro catalogo di prodotti e tutta la nostra esperienza in campo formativo: è dal 1985 che organizziamo corsi di base nel campo dell’elettromeccanica e siamo quindi in grado di guidare anche i gommisti a svolgere attività alternative e complementari al core business dei pneumatici. Ci sono infatti molti altri servizi, in ambito di meccanica, ma anche di elettronica di bordo, che possono diventare un’opportunità di crescita per i rivenditori di pneumatici. Un esempio è il cambio dei gas della climatizzazione, un’operazione che coincide con il cambio stagionale delle gomme e che quindi si inserirebbe perfettamente nelle officine CDG, come servizio aggiuntivo”.

TPMS Connect Evo di Magneti Marelli ha la possibilità effettuare la clonazione dei sensori, leggendo i dati dalla valvola OE, generandoli automaticamente o attraverso una procedura manuale. I Sensori Universali supportati sono: EZ-sensor(SCHRADER), sens.it (ALLIGATOR), IntelliSens (HUF) e REDI-Sensor (VDO)
TPMS Connect Evo di Magneti Marelli ha la possibilità effettuare la clonazione dei sensori, leggendo i dati dalla valvola OE, generandoli automaticamente o attraverso una procedura manuale. I Sensori Universali supportati sono: EZ-sensor(SCHRADER), sens.it (ALLIGATOR), IntelliSens (HUF) e REDI-Sensor (VDO)

Magneti Marelli e Yokohama sono d’accordo: solo la differenziazione consentirà di rimanere vivi e sani su questo mercato. “La novità dei TPMS aumenterà la sensibilità alla manutenzione e alla sicurezza e darà l’occasione al gommista di proporre altri servizi, ampliando il settore di intervento ai freni e alla meccanica leggera. Nel prossimo futuro sarà vincente chi saprà diversificare, crescere in professionalità e fidelizzare il cliente”, spiega Gastaldi.

Yokohama Italia sarà dunque l’anello di congiunzione, mentre Magneti Marelli offrirà una gamma di sensori dei principali produttori, il proprio strumento di diagnosi e la formazione. Roberto Pizzamiglio, direttore vendite e marketing di Yokohama Italia, sottolinea che non si tratta di un dictat per la rete, ma semplicemente di un’opportunità offerta ai rivenditori che sapranno coglierla, sempre nel rispetto della loro autonomia.

I corsi di formazione, organizzati in collaborazione tra le due aziende, in parte si svolgeranno a Carpenedolo, presso la sede della filiale italiana di Yokohama, e in parte saranno itineranti e sfrutteranno alcune filiali e aule di Magneti Marelli nella penisola. Per l’operatività Magneti Marelli dispone di ben 8 formatori e 7 service manager sul territorio.

Per quanto riguarda il tester TPMS Connect Evo, Magneti Marelli lo definisce “un prodotto di altissimo livello e qualità, che si colloca nella fascia premium di mercato”. “L’investimento iniziale per un’officina media che non ha mai trattato i TPMS è attorno ai 650-700 euro, a cui si deve aggiungere un magazzino di valvole del costo attorno ai 90-100 euro l’una, un investimento importante, ma – secondo Gastaldi – facilmente ammortizzabile”.

Paolo Marconati, responsabile tecnico di Yokohama Italia, segue fin dall’inizio l’evoluzione legislativa dell’implementazione dei TPMS, che, secondo lui, avrebbe avuto senso mandare in vigore già nel 2012, in concomitanza con l’etichetta europea. “I parametri dell’etichetta si riferiscono a resistenza al rotolamento, aderenza su bagnato e rumorosità, tutti valori che sono strettamente legati alla corretta pressione di gonfiaggio. Per questo motivo – dice Marconati – ritengo che l’introduzione dei TPMS avrebbe dovuto andare a braccetto con l’etichetta”.

Anche il responsabile tecnico della filiale italiana di Yokohama è un sostenitore di questo nuovo sistema che migliorerà la sicurezza stradale e ridurrà, come ha già fatto negli Stati Uniti, l’incidentalità. “E’ una forma di monitoraggio importantissima, perché oggi il 50% del parco auto circolante viaggia con pressioni non corrette e questo compromette sia la sicurezza che le prestazioni del veicolo”, sottolinea Marconati.

Fondamentale, secondo Marconati, è però l’atteggiamento dei gommisti nell’approcciare questa nuova attività: “Qualcuno è ancora diffidente e infastidito da questa evoluzione della professione, ma chi ha fiutato e colto il business ha fatto il corso di formazione, si sta attrezzando e ha già cominciato a raccogliere i risultati extra che si sommano alla tradizionale e ormai consolidata attività dei pneumatici”.

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Puoi leggere questo e molti altri articoli sui principali sensori e strumenti di diagnosi e programmazione TPMS nello speciale di 60 pagine PneusNews.it – focus on TPMS

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