Gommisti

Il Sondaggio di PneusNews.it – Per i gommisti l’anno è iniziato male e la prima causa è l’illegalità

Il primo trimestre dell’anno non è stato affatto brillante per i lettori che hanno partecipato al nostro ultimo sondaggio. Per il 56,8% dei 227 votanti infatti il lavoro è andato male, se non addirittura molto male (21,6%). Il 26% dichiara di avere più meno gli stessi risultati dell’anno precedente e di registrare un andamento stabile. Mentre un più fortunato 17,2% riferisce risultati postivi e anche molto positivi (8%).

A partire dal 15 aprile, data più o meno ufficiale per l’avvio del cambio-gomme, i voti sono tuttavia andati migliorando e la percentuale degli insoddisfatti che al 15 aprile era addirittura del 70% è passata al 56,8%. La risposta è comunque decisamente negativa, anche se i dati non possono essere presi a riferimento statistico.

I commenti sono stati molto amari e se, mediamente i nostri lettori dichiarano un calo del fatturato tra il 20 e il 25% rispetto al primo trimestre – già difficile – del 2013, la principale causa sembra essere l’illegalità. In primis l’evasione ancora molto diffusa dell’Iva e a seguire la mancata applicazione del contributo per lo smaltimento dei PFU da parte di siti di e-commerce esteri e il nuovo preoccupante fenomeno della vendita  dei pneumatici usati. A questo si aggiungono la crisi dei consumi, l’erosione dei margini, il deprezzamento dei magazzini e – non ultima – la totale assenza dello stato per arginare la diffusa illegalità.

L’appello di molti va dunque a case costruttrici e distributori, affinchè facciano squadra con i gommisti professionisti e inizino loro per primi a selezionare i clienti seri che operano correttamente sul mercato.

Ma anche in questo caso lo stato, non solo è assente, ma peggiora la situazione promuovendo la de-specializzazione del gommista anziché sostenerne la professionalità. Una lettrice infatti sottolinea e lamenta il fatto che oggi non è più valida nemmeno la legge che sanciva l’obbligo di un’attrezzatura minima per potersi arrogare il titolo di ‘gommista’.

Terminiamo con una nota di incoraggiamento, lanciata in uno degli ultimi commenti al sondaggio, che afferma che, vista la riduzione dei margini di guadagno sul prodotto, bisognerà ricavare il massimo dalla manodopera, facendo leva su specializzazione e competenza, cose che – dice il nostro lettore – non sono per tutti!

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