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In Italia la sperimentazione sulla gassificazione dei pneumatici

Mettere a punto materiali ad alto valore aggiunto ottenuti dalla gassificazione dei pneumatici fuori uso. E’ l’idea che sta alla base del progetto TYGRE (Tyre Gasification Residues), nato nel 2009 e finanziato dall’Unione europea con lo scopo di trovare nuovi modi di sfruttare i pneumatici giunti a fine vita. Il progetto è guidato dall’italiana Enea (L’agenzia nazionale per le nuove tecnologie) e ha l’obiettivo ambizioso di recuperare e destinare ad utilizzi “visrtuosi” le circa 3,5 tonnellate di pneumatici che ogni anno diventano in Europa prodotto di scarto.

Gli sforzi dei ricercatori sono concentrati nel ri-orientare il processo di gassificazione verso il riciclo dei materiali, attraverso un processo in grado di produrre da un lato gas combustibile, composta da una miscela di idrogeno, monossido e biossido di carbonio e metano, e dall’altro carburo di silicio, un materiale utilizzato nella fabbricazione di prodotti ceramici e in molte applicazioni elettroniche.

Nell’impianto pilota installato nella sede Enea di Trisaia, un team di ricercatori si propone di trattare 20 chilogrammi di scarti provenienti da pneumatici fuori uso; il funzionamento del prototipo stabilirà la sostenibilità del sistema di riciclo e consentirà valutazioni più precise in merito al bilancio energetico di tutto il processo.

Il progetto TYGRE è iniziato nel 2009 ed è stato portato avanti da un consorzio di ricercatori e aziende coinvolte a vario titolo nella filiera dei pneumatici fuori uso, grazie anche al finanziamento di 3,3 milioni di euro dall’Unione Europea.

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