Mercato

L’Europa dell’auto va a due velocità

Un altro mese negativo per il mercato europeo dell’auto che, secondo i dati diffusi oggi da ACEA, nel complesso dei Paesi dell’Unione Europea allargata e dell’EFTA totalizza 1.132.034 immatricolazioni, con una contrazione dell’11% rispetto a settembre 2011. Nel progressivo da inizio anno, le immatricolazioni si attestano a 9.724.423 unità, il 7,2% in meno rispetto ai volumi di gennaio-settembre 2011. Il trend è però a due velocità e si notano 16 paesi su 29, in rappresentanza del 58% dell’industria totale, che performano meglio della media europea. Spiccano i due elementi del Regno Unito, che nel mese del cambio targa conferma la tonicità del suo mercato (+8,2%), e della Germania che segue nel mese il trend europeo (-10,9%). In evidenza nel mese di settembre il quasi raddoppio dei volumi della Slovacchia (+46,6%), a causa dell’imminente aumento delle tasse sull’immatricolazione di auto più potenti e il crollo dell’Olanda (-27,7%), dove nei mesi scorsi si è assistito ad una crescita artificiale delle immatricolazioni prima dell’ulteriore aumento delle tasse. Sembra, quindi, che la crisi attanagli la vecchia Europa, più di quanto non faccia nei paesi del nord est europeo, dove si sviluppa ancora una ricerca di mobilità attraverso l’auto.

L’Italia si aggiudica il secondo peggior risultato tra i maggiori mercati europei, totalizzando 109.178 immatricolazioni nel mese (-25,7%). Ritorna a incidere negativamente su questo risultato il rialzo generalizzato dei prezzi di tutti i carburanti, a cui si somma il protrarsi dell’incertezza sulla futura disponibilità di spesa dei consumatori. Nei primi nove mesi del 2012 le immatricolazioni complessive si attestano a 1. 090.627 unità, in calo del 20,5% su gennaio-settembre 2011.

Le marche italiane hanno registrato, in Europa, 66.991 immatricolazioni a settembre (-18,5%), con un calo a doppia cifra per tutti i marchi. Nel consuntivo dei primi nove mesi dell’anno, i volumi totalizzati in Europa si attestano a 623.791 unità (-16,8%). Continua la performance positiva del marchio Jeep, in rialzo del 21,9%.

Il Presidente di ANFIA, Roberto Vavassori, ha commentato: “Auspichiamo che anche il Governo italiano metta in campo interventi immediati a sostegno della nostra filiera e degli investimenti industriali di cui il nostro Paese ha bisogno: dalla riduzione dei costi dell’energia, alla semplificazione burocratica, al credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo. Necessario, inoltre, intervenire sulla riduzione della fiscalità specifica del settore, quale tassazione dei carburanti, superbollo e IPT”.

Germania – il profondo calo di settembre conferma le difficoltà del mercato tedesco

Con il calo più forte dell’anno 2012, il mese di settembre conferma la debolezza del mercato tedesco, che ha evidenziato una flessione del 10,9% e 250.082 immatricolazioni. Nei primi 9 mesi le 2.358.798 auto vendute segnano una riduzione dell’1,8%. Sulla fiducia dei consumatori pesa lo scenario economico che caratterizza l’Area dell’euro, nonostante le interessanti offerte commerciali e il lancio di nuovi importanti modelli sul mercato. Le vetture a gasolio proseguono la loro crescita, che nei 9 mesi si attesta all’1,5%, raggiungendo una quota di mercato del 48% (46,4% un anno fa); migliorano in rappresentatività anche le vetture a basso impatto ambientale, anche se con valori ancora poco rilevanti. L’incertezza che sta appesantendo il mercato tedesco si prevede inciderà anche nella parte restante dell’anno in corso e probabilmente saranno da rivedere al ribasso le ultime previsioni del totale 2012 che indicano un mercato complessivo a 3.130.000 immatricolazioni di autovetture, in calo dell’1,3% sul 2011.

Gran Bretagna – l’unico mercato in crescita alla fine dei 9 mesi tra i maggiori Paesi europei

Nel secondo mese più ricco di immatricolazioni – grazie alla spinta del cambio targa – il mercato britannico ha evidenziato in settembre una crescita superiore alle aspettative e pari all’8,2%, con 359.612 auto vendute. L’incremento è stato guidato dagli acquisti delle famiglie, cresciute del 14,2% a 177.242 unità (+11,4% nei 9 mesi), mentre un contributo più ridimensionato è derivato dalle flotte (+3,3%). In flessione nel mese, invece, gli acquisti delle società (-0,9%). Nei primi 9 mesi dell’anno, quello britannico è l’unico mercato in crescita tra i principali Paesi europei, con 1.620.609 immatricolazioni e un incremento del 4,3% sullo stesso periodo dell’anno precedente. Nel gennaio-settembre, inoltre, le emissioni medie ponderate delle nuove auto immatricolate sono scese del 3,4%, passando dai 138,7 g/km di CO2 di un anno fa ai 133,4 attuali.

Nonostante lo scenario economico (il Pil, infatti, si è contratto per il terzo trimestre consecutivo) ed i rischi derivanti dalle problematiche che interessano l’Area dell’euro, i consumatori sono stati attratti dalle allettanti offerte commerciali di Case e concessionari. La SMMT (l’Associazione nazionale), infatti, alla fine del mese di ottobre rivedrà probabilmente a rialzo le proprie stime per l’intero 2012, attualmente a 1.970.000 immatricolazioni (+1,5%).

Francia – peggiora la situazione del mercato francese: -17,9% a settembre

I risultati di settembre indicano un forte peggioramento della situazione del mercato francese, che nel nono mese dell’anno ha segnato un calo del 17,9% e 137.536 immatricolazioni, tali da portare a chiudere i 9 mesi a 1.431.509 unità, in flessione del 13,8%. Il declino delle vendite è avvenuto nonostante sia terminato l’effetto confronto con lo stesso periodo dello scorso anno caratterizzato dalla fine degli incentivi. La flessione incide, in particolare, sugli acquisti delle famiglie (scese nel mese del 24,9%), influenzate dalla stagnazione economica, che caratterizzerà anche la parte finale dell’anno, dalle difficoltà del mercato del lavoro e dalle politiche fiscali restrittive. Bisognerà vedere che impatto avranno sul mercato i recenti incentivi introdotti a fine luglio dal Governo francese per l’acquisto di vetture ibride ed elettriche, intervenendo anche sul programma bonus/malus a favore di vetture a più basse emissioni. Al momento, in settembre queste due motorizzazioni hanno evidenziato una crescita complessiva del 2,2%, con un incremento di 1,2 punti percentuali rispetto al settembre 2011. La Global Insight stima per l’anno in corso un mercato delle immatricolazioni in calo dell’11% a 1.960.000 unità, con un’ulteriore contrazione per il prossimo anno, a 1.850.000 auto venute.

Spagna – dopo l’anticipo di agosto, a causa dell’aumento IVA profonda flessione a settembre

Come previsto, l’incremento dell’IVA di 3 punti percentuali, entrato in vigore a settembre, ha determinato un drastico calo delle immatricolazioni in Spagna, scese addirittura del 36,8% a 35.146 unità. Dopo le forti riduzioni dei mesi precedenti e il recupero di agosto, dovuto solamente ad un effetto anticipatorio della domanda, il volume di auto vendute a settembre ci riporta indietro al 1985, anno nel quale – nello stesso mese – si registrò un livello simile. Il totale dei primi 9 mesi si colloca a 555.362 unità (-11%). La flessione più brusca riguarda i privati, che dopo 25 mesi di cadute consecutive e la ripresa ad agosto, sono calati nel mese di settembre del 44,1% a meno di 17.000 unità (-10,9% nel cumulato). Si mantiene, inoltre, la tendenza negativa delle società (-29,5% nel mese, -15,7% nel gennaio-settembre) e dei noleggi, in calo dell’8% in settembre. Le Associazioni di categoria (ANFAC e ANIACAM) plaudono per il programma di incentivi alla rottamazione di auto e veicoli commerciali introdotto fino al 31 marzo 2013, con bonus (50% dallo Stato e 50% dalle Case) all’acquisto di veicoli nuovi o usati con al massimo un anno di anzianità e un livello di emissioni di CO2 non superiore a 160 g/km. Si ritiene, infatti, che ne trarranno beneficio anche le casse dello Stato, che per ogni euro concesso potranno rientrare di 3 volte tanto. Viene, pertanto, rivista al rialzo dalle Associazioni la stima di chiusura per l’anno in corso, che dovrebbe attestarsi a 720.000 immatricolazioni di autovetture (-11%), rispetto alle 700.000 precedentemente previste (-13,4%).

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