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Tecnomotor presenta la seconda generazione del TPM

Tecnomotor aveva presentato, in occasione di Automechanika 2006, il primo strumento palmare di diagnosi dedicato alle vetture dotate di funzione rilevamento pressione pneumatici. Oggi, a distanza di sei anni e prossimi alla Normativa Europea che obbligherà, dal prossimo novembre, tutte le vetture di nuova omologazione a essere dotate di rilevamento della pressione dei pneumatici, Tecnomotor presenta ad Automechanika la seconda generazione del suo strumento: TPM-02.

Rispetto al TPM da cui deriva, il nuovo TPM-02 si rinnova completamente con una tecnologia molto aggiornata che prevede l’utilizzo di batterie al litio che assicurano un’autonomia superiore ad 1 settimana con test di 30 veicoli al giorno; di uno schermo LCD grafico user-friendly, che garantisce una visione ideale anche con luce solare diretta; di un guscio protettivo che lo rende perfetto nell’utilizzo quotidiano in officina.

Il software di cui è dotato è disponibile inoltre in ben in 11 lingue, incluse cinese e giapponese, inserite di recente grazie all’interesse manifestato da quei Mercati.

È disponibile un kit che, oltre a diagnosticare il funzionamento della centralina che gestisce il sensore, è in grado di riprogrammare il sensore stesso, operazione da effettuare in taluni casi di sostituzione o di rotazione delle gomme. Questo kit consente anche la riprogrammazione dei sensori direttamente dalla presa diagnosi.

La grande novità di TPM-02 sta, quindi, nel fatto di essere stand alone, e di non necessitare dell’uso combinato di uno strumento di diagnosi. Direttamente sullo strumento sono disponibili i dati tecnici necessari per la riparazione, quali le Coppie di Serraggio per il fissaggio del sensore sul cerchio e sulla valvola; sono indicati inoltre tutti i codici di ricambio originali.

TPM-02 ha in dotazione un software che permette di collegarlo al PC e di stampare i report di prova da consegnare al cliente a garanzia di un lavoro svolto a regola d’arte, che consente di instaurare con l’automobilista un rapporto di fiducia duraturo.

La banca dati del TPM di Tecnomotor viene costantemente implementata e perciò l’azienda ha predisposto un comodo sistema per l’aggiornamento: i riparatori potranno collegare lo strumento ad un computer attraverso un normale cavo USB e poi scaricare ogni nuova “release” dal sito

www.tecnomotor.it.

A testimonianza dell’elevato livello tecnologico raggiunto, Tecnomotor cita le collaborazioni con Schrader e Continental, i due più importanti costruttori a livello mondiale di sensori per pneumatici.

Tecnomotor ricorda ai gommisti che le valvole attive sono normali valvole la cui struttura porta alla base un sensore (alimentato a batteria) che rileva la pressione interna al pneumatico e permette la trasmissione radio dei dati raccolti alla centralina montata sul veicolo. In questo modo, ogni volta che la pressione si trova al di sotto o al di sopra della soglia ideale, il guidatore viene avvertito mediante l’accensione sul cruscotto di una spia luminosa. È un dispositivo importante perché in particolare le gomme sgonfie peggiorano notevolmente la sicurezza di un veicolo, sia nella tenuta di strada sia nella frenata, oltre a far crescere i consumi di carburante e le conseguenti emissioni di CO2 e ad usurare prematuramente i pneumatici stessi.

Il controllo pressione dei pneumatici è già montato di serie su tutti quei veicoli dotati di pneumatici Run-flat perché, per come sono concepiti, quando uno di essi si fora l’automobilista non può percepire, neanche visivamente, l’eventuale calo di pressione.

Il motivo, segnalato da Tecnomotor, per cui è importante che i riparatori possiedano uno strumento di diagnosi in grado di dialogare con le valvole, è che altrimenti si troveranno costretti a dover rinunciare a un cliente o ad accettarlo sapendo però di doversi poi rivolgere a un’officina autorizzata. Ma non solo: il TPM-02 di Tecnomotor consentirà loro inoltre di tutelarsi maggiormente nei confronti di eventuali danni alle valvole. Le valvole attive sono più delicate e costose di quelle tradizionali; è bene perciò accertare, quando il cliente si presenta in officina, il loro l’effettivo buon funzionamento, per evitare che un danno pregresso e non segnalato possa essere loro imputato per presunta imperizia durante l’intervento sui pneumatici.

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