Mercato

PFU, il Ministero chiede trasparenza e puntualità per l’eco-contributo

Il sistema di gestione dei pneumatici fuori uso è ormai da mesi operativo e anche l’ingranaggio amministrativo per la rendicontazione ai consorzi e all’autorità competente è avviato e tenuto sotto controllo dal Ministero dell’Ambiente. Secondo infatti quanto prevede l’articolo 4 del DM 82/2011, i produttori e gli importatori che aderiscono ad un consorzio, al fine di essere esonerati da ogni responsabilità, sono tenuti a versare, con cadenza mensile, al consorzio stesso il contributo per le attività di gestione dei PFU di propria competenza. A sua volta il consorzio è tenuto a comunicare e documentare mensilmente al Ministero gli avvenuti trasferimenti. A quanto ci segnala uno dei consorzi attivi in questo settore, gli organi di controllo del Ministro dell’Ambiente stanno ponendo particolare attenzione alla verifica dell’adempimento, senza ritardi, di queste comunicazioni, richiedendo ai consorzi, oltre alle contabili dei versamenti, anche gli elenchi dei soci adempienti, inadempienti o dichiaranti di non aver immesso PFU nel periodo in esame. Il segnale è positivo e dimostra l’attenzione dell’autorità affinché l’intero sistema venga gestito correttamente e secondo le prescrizioni di legge. Pur essendo questa ancora una fase iniziale  delle attività amministrative, ricordiamo ai lettori che il decreto 82 prevede anche la possibilità di una sanzione amministrativa pari al doppio del contributo percepito per i quantitativi delle gomme non gestite, per i produttori o importatori che “non provvedono alla gestione dei PFU, neanche attraverso il trasferimento del contributo (…) ad una struttura associata”.

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