Mercato

La preoccupazione di Unrae per tassi d’interesse e forniture giapponesi

Segnali controversi anche per il mese di marzo dal mercato europeo dell’automobile. In base ai dati diffusi dall’ACEA: le immatricolazioni dei 25 mercati UE e dei 3 EFTA sono state 1.602.131, con una flessione del 4,7% rispetto al marzo del 2010. Nel cumulato del primo trimestre le vendite sono 3.690.389 e la flessione è del 2%.

Nei 5 grandi mercati che rappresentano oltre il 75% dell’intero immatricolato, il mese di marzo ha visto chiusure attive per Germania (+11,4%) e Francia (+6,1%), mentre hanno registrato significative flessioni la Spagna (-29,1%), l’Italia (-27,6%) e la Gran Bretagna (-7,9%). Nel complesso dei 28 mercati monitorati dall’Associazione europea dei Costruttori, 19 hanno consolidato risultati positivi, confermando l’andamento ondivago della domanda, ancora influenzata dai fenomeni che caratterizzano i periodi che seguono a quelli con incentivazioni alle vendite.

“Una situazione generale di non facile lettura – ha commentato Gianni Filipponi, Direttore Generale dell’UNRAE, l’Associazione che rappresenta le Case estere operanti in Italia – considerate anche le prevedibili conseguenze di quanto è accaduto in Giappone, importante Paese produttore non solo di vetture, ma anche fornitore di componentistica sofisticata per molti costruttori di altri Paesi”.

“Per quanto riguarda l’Italia – ha aggiunto Filipponi – con il primo trimestre è finito l’anomalo confronto con i tre mesi iniziali del 2010, che furono caratterizzati dalla coda delle consegne di vetture incentivate. Con il mese di aprile, dunque, dovremmo poter tornare a confronti più equilibrati, anche se le indicazioni che emergono rivelano che l’andamento della domanda continua ad essere ai livelli più bassi da molti anni a questa parte, riflettendo la generale bassa propensione ai consumi. In questo quadro, però – conclude il Direttore Generale – Case e Concessionari stanno reagendo proponendo molti nuovi prodotti, tecnologicamente avanzati. Certo, l’aumento del tasso di interesse, e il conseguente incremento del costo del denaro, non aiuta l’acquisto di beni durevoli, quali l’automobile”.

Germania – Economia in recupero, crescita a doppia cifra nel mese e nel trimestre

Il mercato tedesco di marzo si è chiuso con 327.921 immatricolazioni e un saldo attivo dell’11,4%. Anche nel trimestre il saldo è a doppia cifra: +13,9%, grazie alle 763.403 vetture vendute. Il forte incremento registrato è in parte frutto del confronto con i primi mesi che seguirono alla fine degli incentivi, scaduti nell’autunno del 2009 e in parte anche il risultato della ripresa economica che sta caratterizzando il Paese.

Un recupero sostenuto anche dalle notevoli esportazioni verso mercati in forte crescita, come Brasile e Cina. I segnali che provengono dall’economia in generale dicono che ormai in Germania la ripresa è in atto, con una stima di crescita del Pil del 3%, segno di stabilizzazione dopo quella del 3,5% registrata nel 2010. Secondo Global Insight, il mercato tedesco chiuderà con 3,1 milioni di immatricolazioni e un saldo attivo del 7,6%.

Francia – Risultati positivi per la raccolta finale di ordini incentivati

Con 257.533 immatricolazioni nel mese (+6,1%) e 647.454 nel trimestre (+8,9%), il mercato francese riflette il beneficio della coda degli incentivi, scaduti a fine 2010, ma che avevano prodotto una forte raccolta di ordini evasi poi nei mesi iniziali dell’anno. Ora gli incentivi restano solo per i veicoli ibridi ed elettrici. Il mercato è stato sostenuto anche dalle importanti azioni promozionali messe in atto dalle Case e dai Concessionari, che hanno così sostenuto la fase finale degli incentivi. Prosegue, intanto, la crescita delle immatricolazioni di vetture con bassi livelli di emissioni di CO2, che da tempo godono di particolari agevolazioni fiscali con il sistema bonus-malus. Alla fine del primo trimestre, l’Associazione dei Costruttori francese (la CCFA) ha ritoccato la stima della flessione di fine anno, portandola dal 10 all’8%. Dal canto suo, Global Insight conferma la stima del -10%, con poco più di 2 milioni di immatricolazioni.

Gran Bretagna – Il cambio targa non aiuta le immatricolazioni (-7,9%)

Continuano le difficoltà del mercato britannico dell’automobile, malgrado la peculiarità del cambio targa del terzo mese dell’anno, fenomeno che normalmente porta ad elevatissimi livelli di immatricolazioni. In marzo, le 366.101 vetture consegnate hanno fatto registrare una flessione del 7,9%, mentre le 558.336 vetture registrate nel trimestre hanno portato ad una flessione dell’8,7%. La caduta di marzo è il nono risultato negativo consecutivo, cosa che ha suggerito alla SMMT, Associazione dei Costruttori britannici, di formulare previsioni per il 2011 di 1.930.000 immatricolazioni, ammesso che la situazione si stabilizzi nella seconda metà dell’anno in corso. Nel dettaglio del mercato del primo trimestre, prosegue il calo delle vendite ai privati (-17% nel mese, -18,7% nel trimestre), mentre le flotte recuperano, divenendo il settore di maggiore rappresentatività con il 49,3% delle immatricolazioni. Prosegue, intanto, la crescita della domanda di vetture con motori diesel, salita nel trimestre dal 41,1 al 48,5%. In crescita, anche se con valori molto contenuti (1,4% di quota), le vendite di vetture con motorizzazioni alternative.

Spagna – Mercato in forte difficoltà, con vendite in flessione a doppia cifra

Il mercato spagnolo continua ad essere caratterizzato da una domanda molto flebile. In marzo le immatricolazioni sono state 88.396 con una flessione del 29,1% e nel trimestre 208.151, in flessione del 27,3%. Non si registrano segnali che autorizzino ad immaginare una controtendenza, visto che nel trimestre le immatricolazioni a persone fisiche hanno evidenziato un vero e proprio crollo, perdendo il 46,4% e scendendo a circa 94.000 registrazioni, mentre vendite a società e al noleggio hanno rappresentato oltre la metà del mercato. In questo quadro decisamente depresso, l’Associazione spagnola delle Case estere (ANIACAM) ha ridimensionato la propria previsione per il 2011, portandola a 870.000 immatricolazioni, con una contrazione dell’11%. Dal canto suo, l’Associazione Costruttori spagnoli (ANFAC) indica come motivi del crollo della domanda l’aumento del prezzo della benzina, posizionatosi ai massimi storici, l’aumento dell’inflazione e l’aumento dei tassi di interesse, con effetti sul costo del denaro.

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