Una speranza per i ricostruttori europei: la Commissione Europea propone modifiche alla legislazione sui dazi antidumping

22 novembre 2016 | 0 Commenti
 
Una speranza per i ricostruttori europei: la Commissione Europea propone modifiche alla legislazione sui dazi antidumping
Una speranza per i ricostruttori europei: la Commissione Europea propone modifiche alla legislazione sui dazi antidumping

Le importazioni di pneumatici per autocarri in Europa sono significativamente aumentate nel corso degli ultimi cinque anni e hanno divorato la quota di mercato precedentemente detenuta dagli attori locali, in particolare quella dei ricostruttori europei.

Una misura fortemente sostenuta dall’associazione della ricostruzione europea Bipaver è quella dei dazi antidumping per le importazioni provenienti dalla Cina, il più grande produttore di pneumatici autocarro commercializzati in Europa. La sua spinta per ottenere i dazi non ha ancora avuto esito, al contrario degli Stati Uniti e di un certo numero di altri paesi: l’Unione europea si è spesso dimostrata riluttante a introdurre restrizioni al libero commercio. Tuttavia l’associazione ha ora un motivo per essere ottimista: la scorsa settimana, la Commissione Europea ha proposto modifiche alla legislazione anti-dumping e anti-sovvenzioni dell’UE.

In un documento pubblicato il 9 novembre, la Direzione Generale della Commissione Europea per il Commercio ha scritto di aver “presentato una proposta di un nuovo metodo per il calcolo del dumping sulle importazioni provenienti da paesi in cui vi sono notevoli distorsioni del mercato, o in cui lo stato ha una influenza pervasiva sull’economia.” Con questa proposta, la Commissione Europea spera di “fare in modo che l’Europa disponga di strumenti di difesa commerciale che siano in grado di affrontare le realtà attuali – in particolare la sovraccapacità –in un’ambiente commerciale internazionale.”

Secondo la Commissione Europea, l’UE deve “garantire che i suoi strumenti di difesa commerciale rimangano efficaci” quando si ha a che fare con le notevoli distorsioni del mercato di alcuni paesi, che portano ad un eccesso di capacità industriale, e che inducano gli esportatori ad esportare le merci a prezzi molto più bassi di quelli praticati sul mercato interno. “Questo provoca danni alle industrie europee e questo in ultima analisi può portare a perdite di posti di lavoro e alla chiusura delle fabbriche, come nel recente caso del settore siderurgico.”

“Il commercio è la migliore leva di crescita dell’Europa. Ma il libero commercio deve essere equo e solo il commercio equo può essere libero”, afferma Jyrki Katainen, vicepresidente della Commissione UE responsabile per il lavoro, la crescita, gli investimenti e la competitività. “Oggi stiamo presentando una proposta per adattare i nostri strumenti di difesa commerciale per essere in grado di affrontare le nuove realtà di eccesso di capacità e di un quadro giuridico internazionale in evoluzione. Più di 30 milioni di posti di lavoro in Europa, di cui 6 milioni di posti di lavoro nelle piccole e medie imprese, dipendono dal commercio libero ed equo, che resta al centro della strategia dell’UE per la crescita e l’occupazione.”

Secondo la normativa vigente, il dumping è calcolato nelle normali condizioni di mercato, confrontando il prezzo all’esportazione di un prodotto per l’UE con i prezzi o i costi del prodotto nel paese che esporta. Questo approccio sarà mantenuto e completato dalla nuova metodologia del “paese neutrale”. Diversi criteri saranno presi in considerazione al momento della determinazione delle distorsioni, come le politiche statali e l’influenza, la diffusa presenza di imprese di proprietà statale, la discriminazione a favore delle imprese nazionali e l’indipendenza del settore finanziario. La Commissione redigerà rapporti specifici per paesi o settori in cui sarà possibile identificare le distorsioni.

Leggi la dichiarazione originale della CE e la proposta.

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Categoria: Mercato, Notizie, Ricostruzione

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