Anfia: bilancio positivo nel 2011 per il comparto ricambi e componenti auto

6 novembre 2012 | 0 Commenti
 
Anfia: bilancio positivo nel 2011 per il comparto ricambi e componenti auto
Anfia: bilancio positivo nel 2011 per il comparto ricambi e componenti auto

Anfia ha stilato un’analisi della situazione del comparto dei ricambi e dei componenti auto, che rappresenta uno dei 9 gruppi di lavoro dell’associazione (un gruppo è dedicato anche i pneumatici). Se il 2011 risulta sostanzialmente positivo per la componentistica, più critica è la prima metà del 2012, anche per l’aftermarket.

Nell’ultimo anno, l’incertezza dei mercati finanziari, la crisi dei debiti sovrani, e le loro ripercussioni sull’economia reale hanno inciso negativamente sulla fiducia e sulla propensione al consumo dei cittadini europei. Per la filiera della componentistica automotive italiana – stimabile in circa 2.500 aziende e 179.000 addetti diretti (intero settore automotive: 1,2 milioni di lavoratori), – comunque, il 2011 è stato, nel complesso, un anno sostanzialmente positivo, nonostante si sia avuta, a partire dal secondo semestre, un’inversione di tendenza, con una crescita del fatturato più contenuta a causa della nuova ondata di crisi economica. Il fatturato complessivo della componentistica a fine 2011 si attesta a 41,8 miliardi di Euro (35,5 miliardi di Euro specifici del settore auto), con una crescita del 3,5% rispetto al 2010, e con un recupero dell’85% circa sui ricavi registrati nel 2008.

Mentre permangono forti le preoccupazioni sul mercato nazionale per le prospettive dell’indotto, rimane costante ed importante la vocazione all’esportazione delle aziende della filiera. Per il comparto delle parti e accessori per autoveicoli, infatti, il saldo della bilancia commerciale nel 2011 si conferma positivo per un valore di 7,3 miliardi di Euro, in crescita del 25,9% rispetto al 2010. Il valore complessivo delle esportazioni 2011 supera i 19 miliardi di Euro – mentre l’import vale 11,8 miliardi – e si attesta a 9,69 miliardi di Euro nel primo semestre 2012, con una flessione dell’1,7% rispetto al primo semestre dello scorso anno. A dispetto di questo lieve calo, il saldo della bilancia commerciale rimane attivo per 4,15 miliardi di Euro, grazie a una contrazione delle importazioni del 9,3%. Subisce una piccola contrazione anche il peso della componentistica sulle esportazioni complessive del nostro Paese, che passa dal 5,08% del 2011 al 4,96% del primo semestre 2012, così come la quota delle importazioni sul totale complessivo, che passa dal 2,95% di fine 2011 al 2,83%.

“Già sul finire del 2011, ma soprattutto nel 2012 , gli effetti della crisi economica si sono fatti sentire, seppur con un certo ritardo rispetto ad altri comparti, anche per l’aftermarket – ha dichiarato Riccardo Buttafarro, Coordinatore del Gruppo di lavoro Aftermarket del Gruppo Componenti ANFIA. Secondo i dati del Barometro Aftermarket, rilevazione statistica interna al Gruppo Componenti ANFIA che consente di monitorare l’andamento del mercato su base mensile sia a livello consolidato sia a livello di singole famiglie di prodotto, dopo un 2011 in crescita del 3,7% sul 2010 – che, ricordiamo, aveva chiuso in rialzo del 5,6% rispetto a un 2009 negativo – il fatturato della componentistica aftermarket segna una contrazione del 9,6% nel primo semestre dell’anno corrente. Analizzando l’andamento delle singole famiglie di prodotto nei primi sei mesi del 2012, si rileva una flessione a due cifre per i componenti undercar (-17,4%), per i componenti di carrozzeria e abitacolo (-16,4%) e per i componenti elettrici ed elettronici (-15,7%), mentre i componenti motore contengono il calo al 5,4% e i materiali di consumo al 4,1%.

Il crollo delle vendite di auto nuove in Italia nel 2011 (-10,8%) e nei primi 9 mesi del 2012 (-20,5%) sta producendo un invecchiamento del parco circolante che dovrebbe sostenere la domanda di riparazioni e manutenzione. Tuttavia, gli alti livelli di disoccupazione e ricorso alla cassa integrazione – con conseguente forte riduzione del potere d’acquisto dei consumatori, – la riduzione dei consumi petroliferi e delle percorrenze chilometriche, sommati al clima di incertezza sul futuro, inducono a rinviare o a ridurre al minimo gli interventi”.

Il valore complessivo del mercato italiano dei ricambi (ai prezzi di listino delle Case auto) nel 2011 è di 16,1 miliardi di Euro di cui 8,6 miliardi riguardano parti meccaniche ed elettroniche e i restanti 6,5 miliardi parti di carrozzeria. Analizzando il lato dell’offerta, la ricambistica delle Case auto rappresenta circa il 40% del settore a livello nazionale, mentre la quota dei componentisti fornitori OE (ricambi originali o equivalenti) è pari al 45% e il restante 15% è costituito da produttori di ricambi adattabili.

Lo sviluppo di tecnologie a basso impatto ambientale – in linea con l’evoluzione della normativa Euro sulle emissioni inquinanti e con il Regolamento europeo sulle emissioni di CO2 delle vetture (con target di 95 g/km previsto per il 2020) e dei veicoli commerciali leggeri (con target di 147 g/km previsto per il 2020) – continua ad essere uno dei principali trend seguiti da tutta l’industria automotive negli ultimi anni. Non si tratta, infatti, soltanto di un impegno che coinvolge le Case auto, ma anche di una sfida per la filiera di produzione dei componenti di primo impianto e aftermarket. La crescita del numero di autoveicoli circolanti ad alimentazione alternativa, insieme all’immissione sul mercato di prodotti con cicli di vita più lunghi e dalla crescente tecnologia, contribuiscono ad aumentare la complessità del mercato del ricambio e a richiedono un continuo adeguamento delle competenze tecniche degli operatori della riparazione.

“C’è un altro importante aspetto da considerare – ha aggiunto Buttafarro. La domanda di mobilità è cambiata e va verso un utilizzo più ragionato della vettura. Sul fronte delle riparazioni e manutenzioni, il consumatore è diventato più attento e tende a vagliare offerte, prezzi, servizi e qualità con un occhio diverso. Gli operatori del post-vendita devono cercare di interpretare questi mutati comportamenti, non farsi cogliere impreparati dal cambiamento e, soprattutto, adeguare di conseguenza le logiche dell’offerta”.

“Questi e molti altri temi cruciali per il mondo dell’aftermarket automotive – ha evidenziato Renzo Servadei, amministratore delegato di Promotec, società organizzatrice di Autopromotec – saranno al centro dell’edizione 2013 di Autopromotec, la più specializzata rassegna espositiva internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico, la cui prossima edizione si terrà dal 22 al 26 maggio 2013 nel quartiere fieristico di Bologna”.

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Categoria: Mercato

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