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Tredici condanne a Torino nel processo Pirelli bis

Il processo Pirelli bis si è chiuso ieri a Torino con tredici condanne e cinque fra assoluzioni e dichiarazioni di prescrizione. Il procedimento riguardava le malattie di sospetta origine professionale che colpirono, tra il 1954 e il 1996, 36 lavoratori, 20 dei quali deceduti, dello stabilimento Pirelli di Settimo Torinese. Le pene sono comprese tra quattro mesi e 15 giorni fino a tre anni, due mesi e 15 giorni per varie ipotesi di lesioni e omicidi colposi. Le parti civili si sono ritirate dopo essere state risarcite con un importo totale pari a sette milioni di euro.
Secondo l’accusa del pm Gabriella Viglione i lavoratori avrebbero contratto mesoteliomi pleurici o tumori alla vescica a causa del contatto con sostanze nocive come l’amianto. "Vogliamo ribadire che Pirelli e i suoi ex dirigenti, convinti della correttezza del proprio operato, sono sempre stati vicini ai propri ex dipendenti colpiti da malattie e alle loro famiglie, che hanno provveduto a risarcire", hanno scritto i legali dell’azienda in una nota  diffusa dopo la lettura della sentenza del Tribunale di Torino. "Come abbiamo cercato di dimostrare nel corso dell’intero procedimento, la società ha sempre agito cercando di tutelare al meglio la salute e la sicurezza dei propri dipendenti con misure adeguate alle conoscenze tecniche a disposizione nel corso degli anni". Il collegio di avvocati ha spiegato anche di attendere "le motivazioni della sentenza prima di valutare con i nostri assistiti le eventuali azioni da intraprendere".

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