Mercato

Mercato dell’auto italiano ad aprile -2,2%, ma politica ed economia non aiutano

In Italia, nel corso del mese di aprile, sono state immatricolate 157.309 nuove automobili, il 2,2% in meno dell’aprile 2010, come reso noto oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. “Pur trattandosi di un numero non lontano da quello registrato lo scorso anno – sottolinea Gianni Filipponi, Direttore Generale dell’UNRAE, l’Associazione delle Case estere presenti in Italia – va ricordato che si tratta di volumi comunque molto bassi e per risalire a livelli inferiori alle 160.000 unità bisogna tornare indietro addirittura all’aprile di 15 anni fa”.

“Anche per quanto riguarda gli ordini – continua Filipponi – lo scambio di dati tra ANFIA ed UNRAE indica una prima stima di 158.000 contratti, a conferma della debolezza del mercato. Il valore è – infatti – simile a quello registrato nell’aprile dello scorso anno (160.000), ma va sottolineato che – da quando esiste questa rilevazione (1998) – non si sono mai registrati per lo stesso mese livelli così bassi”.

Il confronto relativo al cumulato dei primi quattro mesi è fortemente condizionato dal fatto che nel gennaio-marzo dello scorso anno – come più volte ricordato – le immatricolazioni godevano della coda degli incentivi statali, mentre ciò non avveniva per i contratti.

Di conseguenza, le immatricolazioni registrano una forte differenza negativa (671.788 unità rispetto alle 828.940 del gennaio-aprile 2010: -19%), mentre, per quanto riguarda gli ordini nei primi 4 mesi di quest’anno, i 675.000 contratti sono in crescita (oltre il 10% in più) rispetto alla debole raccolta del primo quadrimestre dello scorso anno (612.400 unità).

“D’ora in poi – aggiunge il Direttore Generale dell’UNRAE – i confronti con il 2010 saranno più immediati da percepire, perché – in assenza di interventi incentivanti – le condizioni che governano il mercato saranno simili, soprattutto considerando anche il ritardo con il quale si concretizzerà il miglioramento degli indicatori economici. Certamente, la situazione generale non favorevole si somma anche alle poco confortanti notizie provenienti dal mondo politico. In particolare, alle recenti disposizioni relative all’incremento dell’accisa sui carburanti, si aggiungono quelle predisposte con il Decreto Legislativo sul federalismo fiscale che, fra l’altro, modifica il metodo di calcolo dell’Imposta Provinciale di Trascrizione, misura fiscale che aumenterà il peso delle tasse sull’acquisto dei veicoli nuovi e sui passaggi di proprietà. Segnali, questi, che dimostrano la poca sensibilità del mondo politico nei confronti del cittadino automobilista e di un settore che già versa in forti difficoltà”.

Tornando all’analisi del mercato, nel mese di aprile si conferma la corsa delle motorizzazioni diesel con oltre il 55% del mercato, circa 7 punti in più rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Nel 1° quadrimestre, la crescita risulta ancora più marcata: dal 40,7% del 2010 al 55,3% di questo anno. Particolarmente debole resta la domanda delle famiglie che, ad aprile, ha rappresentato poco meno di 2/3 dell’intero mercato (65,4%) e nel 1° quadrimestre con il 68% ha perso 9 punti percentuali di quota di mercato. Parallelamente, recuperano rappresentatività nel mese sia le immatricolazioni di autovetture destinate al noleggio (19,2% di quota), che quelle aziendali (15,4%), anche se in termini assoluti sullo stesso livello dello scorso anno.

Dall’analisi della struttura del mercato, infine, si rileva in aprile la crescita sia in termini assoluti che percentuali, dei segmenti medi (C) e medi-superiori (D), rispettivamente in aumento del 6,7% e 8,2% nel confronto con lo stesso periodo del 2010. Crescita in larga parte da attribuire al buon andamento in aprile delle station wagon (+10,8%), dei fuoristrada (+8,5%) e soprattutto dei crossover (+65,2%). Per finire, i trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture in aprile hanno evidenziato una flessione del 2,5% e 403.899 passaggi, mentre nel 1° quadrimestre le 1.604.096 auto trasferite, registrano una crescita del 4%.

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