Mercato

Mercato UE dell’auto: primo segno positivo dopo 10 mesi: +1,4%

Secondo i dati diffusi oggi da ACEA, a febbraio il mercato europeo dell’auto, dopo 10 mesi in flessione, chiude con il segno positivo. Nel complesso dei Paesi dell’Unione Europea allargata e dell’EFTA, sono state immatricolate nel mese circa 1.014.500 unità, l’1,4% in più rispetto a febbraio 2010 (circa 1.000.000 di unità). Considerando i 5 mercati principali, si conferma il quadro delineato a gennaio, con Spagna, Italia e Regno Unito in calo, a fronte del trend positivo di Francia e Germania.

Il mercato italiano registra nuovamente una contrazione a due cifre nel mese: 160.329 immatricolazioni, il 20,5% in meno rispetto a febbraio 2010, che aveva ancora beneficiato della coda degli eco-incentivi 2009. In riferimento alla tipologia di  acquirenti, a calare sono le vendite di vetture ai privati, mentre crescono le vetture aziendali e il noleggio. La quota di penetrazione delle vetture ad alimentazione alternativa sul totale immatricolato a febbraio è scesa al 4,6%, ben lontana dai livelli raggiunti a febbraio 2010 (32%). Gli ordini raccolti nel mese risultano ancora in crescita (+19,9%), ma il confronto, avviene con i bassi livelli di febbraio 2010, condizionati dall’effetto ‘scadenza’ degli incentivi a fine 2009. Nei primi due mesi del 2011 le immatricolazioni complessive ammontano a 325.279 unità, con un calo del 20,5% rispetto ai primi due mesi del 2010. Per le marche italiane, i volumi immatricolati in Europa si attestano a 76.808 unità (-16,7%) a febbraio, mentre nei primi due mesi del 2011 ammontano a 156.937 unità (-18,4%).

“A febbraio arriva dal mercato europeo un primo segnale tangibile di ripresa”, ha commentato Eugenio Razelli, Presidente di ANFIA. “Germania e Francia hanno contribuito al risultato segnando una crescita a due cifre: la prima a conferma del trend positivo iniziato a dicembre, la seconda forte degli ultimi effetti del piano incentivi 2010. Per il Regno Unito, la contrazione delle vendite è stata meno marcata del previsto, sebbene la situazione rimanga critica, mentre per Spagna e Italia ancora non si può parlare di ripresa. E se in questi due Paesi, come in altri, hanno influito sull’andamento del mercato anche i rincari dei prezzi dei carburanti – conseguenti all’ascesa del prezzo del greggio legata all’instabilità politica del Sud del Mediterraneo – nei prossimi mesi a questo fattore potrebbero aggiungersi gli eventuali contraccolpi del blocco produttivo forzato dei Car Makers giapponesi, e dell’eventuale protrarsi delle difficoltà di accesso alle reti infrastrutturali ed elettriche per il Paese colpito dal terremoto e dallo tsunami”.

Passando all’analisi dei 5 maggiori mercati, si conferma il primato negativo della Spagna, che a febbraio, ottavo mese consecutivo in calo, riporta una flessione del 27,6% – per un totale di 66.120 unità immatricolate – su febbraio 2010. Nei primi due mesi dell’anno la contrazione è del 25,8%. A determinare questo risultato negativo, è ancora la caduta delle vendite ai privati (-46,4%), contro una crescita del 3,3% delle vetture aziendali escluso il noleggio, e dell’1,5% per quest’ultimo. L’Associazione spagnola dei Costruttori ANFAC torna a sottolineare l’influenza negativa dell’attuale congiuntura economica del Paese, caratterizzata da un elevato tasso di disoccupazione, da un’inflazione in crescita, dall’ascesa di prezzi dei carburanti e dal rialzo dei tassi di interesse. L’Associazione rimarca, inoltre, il fatto che le recenti proposte della classe politica riguardanti le restrizioni d’accesso ai centri cittadini per alcuni veicoli o la revisione dei limiti di velocità, tendono a demonizzare l’automobile come unica responsabile dell’inquinamento atmosferico e dei problemi legati alla sicurezza delle strade. Questo, paradossalmente, disincentiva l’acquisto di nuove vetture, la diffusione delle quali, invece, contribuirebbe proprio alla riduzione dell’impatto ambientale del parco circolante e all’incremento della sicurezza sulle strade.

Il Regno Unito riporta a febbraio una contrazione del 7,7% – la più contenuta da luglio 2010 – rispetto allo stesso mese dello scorso anno, per un totale di 63.424 unità immatricolate. Nei primi due mesi del 2011 la contrazione delle vendite si attesta al 10,2%. Il risultato di febbraio ha superato del 6% le previsioni dell’Associazione inglese dei Costruttori SMMT per questo mese che, generalmente, è caratterizzato da bassi volumi di vendite a causa del cambiamento delle targhe che incomincia a marzo. A febbraio 2010, circa il 20% delle immatricolazioni registrate erano immatricolazioni con incentivi e, immaginando di escluderle dal conteggio del mese, le vendite di febbraio 2011 risulterebbero a +13,2% su febbraio 2010. Le immatricolazioni di febbraio 2011, inoltre, superano del 14,5% i volumi di febbraio 2009. Il comparto delle flotte risulta in crescita dell’8,6% nel mese, mentre le vendite ai privati sono in calo del 26,7%. Continuano a calare anche le vendite di vetture dei segmenti Mini e Supermini, favoriti un anno fa dal piano incentivi, a vantaggio dei segmenti superiori. In crescita anche le alimentazioni diesel, che superano il 50% di quota sul totale venduto nel mese, contro il 42,5% di un anno fa. L’SMMT ribadisce, infine, il suo appello al Governo per una stabilizzazione del prelievo fiscale sugli automobilisti, per il congelamento dell’imposta sul carburante e per l’introduzione di misure a supporto degli investimenti delle imprese nonché dell’accesso al credito e ai finanziamenti.

La Francia chiude il mese di febbraio a +13,2% per un totale di 204.400 unità immatricolate. Nel primo bimestre dell’anno, con 389.921 immatricolazioni, la crescita si attesta al 10,8%, mentre scende all’8,1% a parità di giorni lavorativi (41 nel primo bimestre 2011 contro 40 nel primo bimestre 2010).

La Germania, infine, conferma la crescita a due cifre già registrata a gennaio, totalizzando 224.426 unità immatricolate nel mese (+15,2%), mentre nel primo bimestre 2011 riporta una variazione positiva del 15,8%. A febbraio gli ordini risultano in crescita del 34%. L’Associazione tedesca dei Costruttori VDA confida in un ulteriore miglioramento del mercato nei prossimi mesi e prevede una chiusura d’anno al di sopra di 3,1 milioni di unità immatricolate. Questo, a condizione che l’andamento dell’economia globale rispecchi le attese e che l’attuale rialzo dei prezzi dei carburanti non diventi insostenibile per i consumatori.

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