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Bridgestone Spagna verso la cassa integrazione

Si sono concluse senza raggiungere un accordo le consultazioni tra Bridgestone Spagna e i sindacati relativamente al piano di Temporary Employment Regulation File (ERTE), la cassa integrazione, che il produttore di pneumatici intende applicare a partire da dicembre e nel corso del 2024 nei suoi stabilimenti. Bridgestone annuncerà la sua decisione finale sul piano lunedì 11 dicembre.

I sindacati sostengono che nella relazione tecnica dell’azienda che giustifica il piano di ERTE ci siano “numerose irregolarità” e “contraddizioni negli ultimi dati di vendita“, sottolineando inoltre che Bridgestone si sarebbe rifiutata di fornire informazioni richieste. Il sindacato afferma anche che Bridgestone vorrebbe essere libera di prendere misure ancora più drastiche nel corso del 2024, ossia passare ai licenziamenti. Il sindacato BUB, in particolare, ritiene che l’azienda chieda “carta bianca per poter licenziare liberamente, a seconda di come procedono i negoziati”, ma per il sindacato, “la garanzia del posto di lavoro è una linea rossa”, a cui non intende rinunciare.

Secondo il piano, lo stabilimento cantabrico di Puente de San Miguel sarebbe il più colpito dalla cassa integrazione, con 426 lavoratori che si fermerebbe già dal 15 al 30 dicembre e con altri 104 giorni di congedo tra gennaio e settembre 2024.

Gli stabilimenti di Basauri e Usansolo, a Vizcaya, si dovrebbero fermare dal 17 al 30 dicembre e poi per altri 63 giorni distribuiti fino a ottobre del 2024.

Per quanto riguarda la fabbrica di Burgos, con 1.455 dipendenti, la produzione si interromperà dal 19 al 30 dicembre e poi per soli 9 giorni tra gennaio e giugno 2024.


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