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Liberata dai pneumatici l’area archeologica Cales

Proseguono incessantemente le operazioni di prelievo dei Pneumatici Fuori Uso abbandonati nell’Area Archeologica di Cales, antica colonia romana del IV secolo a.C. nel Comune di Calvi Risorta, Caserta. Un intervento di particolare rilievo per tutelare oltre che l’ambiente anche il patrimonio culturale e le qualità campane, sottolineando come, con il supporto attivo delle forze sociali del territorio, le sinergie tra pubblico e privato possano dare risposte efficaci pur in un contesto complesso come quello della Terra dei Fuochi.

L’intervento si svolge nell’ambito delle attività rese possibili dal Protocollo Terra dei Fuochi tra Ministero dell’Ambiente ed Ecopneus, di cui sono firmatari l’Incaricato del Ministro dell’interno per la Terra dei Fuochi, dr. Donato Cafagna, le Prefetture di Napoli e Caserta, i Comuni di Napoli e Caserta.

Cales IMG_4541 (2)Un recente aggiornamento del Protocollo ha permesso l’intervento del Corpo dei Vigili del Fuoco per operazioni come questa di Cales che, iniziata lunedì 20 luglio terminerà nell’arco di soli sei giorni. Il Comando Provinciale dei VVFF di Caserta si occupa della rimozione dall’area dei PFU che vengono poi trasferiti ad aziende autorizzate per le successive fasi di trattamento. Grazie alla rete di aziende partner di Ecopneus, infine, i PFU saranno trasformati in gomma da riciclo per applicazioni nello sport, negli asfalti, per l’isolamento acustico e l’arredo urbano o in alternativa avviati a recupero di energia.

“L’intervento di Cales ha un particolare valore simbolico perché lancia un messaggio forte: la rinascita di un pezzo del nostro patrimonio culturale, deturpato dall’inciviltà di pochi, che ci auguriamo possa diventare fonte di sviluppo e crescita per il territorio”. Queste le parole di Giovanni Corbetta Direttore Generale di Ecopneus, società senza scopo di lucro tra i principali responsabili della gestione dei PFU in Italia. “Grazie al Protocollo siamo già intervenuti in 17 Comuni Campani con 152 prelievi, che hanno permesso di prelevare 656 tonnellate di PFU; una mole equivalente a oltre 70.000 pneumatici da autovettura, recuperate dalla filiera di Ecopneus senza nessun costo per le casse pubbliche e i cittadini, scongiurando ogni rischio per l’ambiente e per la salute della popolazione in caso di incendio”.

Cales IMG_4504wtmk (2)“Oggi torna alla ribalta, ma in modo positivo e costruttivo, il territorio di Calvi risorta” ha dichiarato Donato Cafagna. “Tutela dell’ambiente e della cultura con questa operazione camminano di pari passo, restituendo ai cittadini un bene prezioso. Il risultato di oggi è il frutto di un lavoro reso possibile dal Protocollo voluto dal Ministero dell’Ambiente, che ha messo in campo Forze dell’Ordine, Prefettura, Comune, Vigili del Fuoco insieme ad Ecopneus e con i cittadini, in un impegno concreto e positivo per il territorio. Eliminare i PFU significa rimuovere un rischio ambientale, ma anche valorizzare un bene culturale di particolare valore per l’intera area dell’Agro caleno”, ha concluso Cafagna.

Alla conferenza di quest’oggi sono intervenuti inoltre il Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco di Caserta Rosa D’Eliseo, Antonio Salerno della Soprintendenza Archeologia della Campania, Giovanni Marrocco Sindaco di Calvi Risorta, il Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Capua, ARPA Campania e la ASL di Caserta. Significativo anche il contributo dei membri della Rete ArcheoCales – che si occupa volontariamente della cura e promozione del sito archeologico – che con le loro segnalazioni e con il coinvolgimento di Legambiente hanno avviato l’iter che ha portato alle operazioni di questi giorni.

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