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Vacanze Sicure 2014: in crescita le non conformità sui pneumatici

Il Direttore del Servizio Polizia Stradale Giuseppe Bisogno e il Direttore di Assogomma Fabio Bertolotti hanno illustrato i risultati della campagna di sicurezza stradale, frutto della collaborazione tra il Ministero dell’Interno, Servizio Polizia Stradale, le Associazioni dei Produttori e dei Rivenditori di pneumatici e il Politecnico di Torino.

Un trend negativo su tutti i fronti che riguarda parametri di fondamentale importanza per la sicurezza stradale: dallo spessore del battistrada, ai danneggiamenti, all’omologazione, alla conformità alla carta di circolazione e all’omogeneità, solo per citare i più critici.

Sono sei le regioni indagate in questa undicesima campagna di sensibilizzazione promossa da Assogomma e Federpneus e realizzata dalla Polizia stradale: Emilia Romagna, Veneto, Toscana, Puglia, Trentino Alto Adige e Umbria, che entra per la prima volta nell’indagine. Queste sei regioni con le rispettive 36 province, sono un campione che fa riferimento al 31% del parco circolante italiano di 37 milioni di auto (fonte Aci).

L'invecchiamento del parco auto italiano
L’invecchiamento del parco auto italiano

Il ritmo di invecchiamento del parco auto circolante in Italia è in forte aumento: nel 2005 solo il 34,5% delle automobili aveva più di 10 anni, nel 2014 siamo a quota 47%. La crisi, come è facile immaginare, ha una forte responsabilità su questi dati. Rispetto all’età media nazionale del parco circolante che è di 10 anni e 9 mesi e continua a invecchiare, il campione controllato è di 7 anni e tre mesi, quindi decisamente più giovane. Il dato è spiegabile con il fatto che i controlli si sono svolti principalmente su autostrade e strade ad alto scorrimento, dove circolano le prime vetture di cilindrate più elevate. Ciò fa presupporre che il deficit di manutenzione generalizzato sia ancora più significativo e quindi preoccupante, perchè nelle indagini emerge che i dati peggiorano all’aumetare dell’età dell’auto.

La mancanza di manutenzione, fondamentale per viaggiare sicuri in qualsiasi stagione, sembra essere la principale causa di allarme, ed è evidenziata anche dal numero sempre crescente di veicoli che non hanno effettuato la revisione di legge. Va inoltre rilevato, che all’aumentare dell’anzianità del veicolo, segue un aumento progressivo delle percentuali di non conformità, a dimostrazione della scarsa manutenzione sui pneumatici.

Un punto percentuale di variazione sembra un’inezia, ma se traguardato sul parco circolante italiano (37 milioni di auto) assume proporzioni del tutto significative, pari a 370.000 unità. Una quantità del tutto rilevante.

L’allungamento dello spazio di frenata è tra le prime cause di tamponamento, l’incidente più diffuso: con gomme lisce, magari sotto un acquazzone estivo, la frenata si allunga fino al doppio del normale ed è dunque intuitivo che aumenti la possibilità di tamponamento per chi ha gomme lisce, il cui dato passa dal 2,7%al 3,3%. Alcune regioni sono inoltre molto sopra la media, come l’Umbria, dove la percentuale arriva a sfiorare il 6%.

Alcuni associano il pneumatico allo scoppio come se fosse una causa intrinseca del prodotto, ma non è così. Lo scoppio si verifica al ricorrere di due fattori: da un lato gomme danneggiate e dall’altro mancanza di aria in pressione che, associati alle alte temperature estive ed al sovraccarico possono dare luogo al cedimento strutturale. Come se i pneumatici cedessero sotto il “peso delle vacanze”, a causa di vetture cariche sia di persone sia di bagagli in occasione degli esodi estivi. Elemento di allarme in tal senso è l’aumento della percentuale di gomme danneggiate visibilmente che passa dal 3% al 4,35%. Anche in questo caso, ci sono regioni dove la percentuale è più bassa, come il Trentino Alto Adige con il 2,4%, ma altre dove i dati sono molto più alti: è il caso del Veneto, con il 6,3%, e ancora una volta dell’Umbria, con il 5%.

Assogomma e Federpneus consigliano sempre, e a maggior ragione in occasione delle partenze estive e di lunghi viaggi, una visita presso un Rivenditore specialista: sono oltre 5.000 in Italia i professionisti presso cui è possibile gonfiare i pneumatici ed effettuare un controllo visivo sullo stato dei pneumatici, tutto gratuitamente.

E’ bene rammentare anche di ripristinare la pressione della ruota di scorta e di far controllare lo stato dei pneumatici di roulotte, carrelli appendice e camper che spesso sono stati fermi per 11 mesi, e che possono presentare oltre ad un classico sottogonfiaggio, anche deformazioni permanenti delle gomme.

La ricerca del risparmio a tutti i costi, favorisce inoltre la crescita di soluzioni di ripiego che possono costituire un elemento di rischio per la sicurezza stradale. Questa è una delle ragioni che sta alla base dell’aumento di pneumatici non conformi alla carta di circolazione che passa dallo 0,85 del 2013 addirittura al 3,36% di quest’anno. Per legge, i pneumatici sullo stesso asse devono essere identici, cioè perfettamente uguali, in tutto e per tutto: marca, modello, misure e caratteristiche prestazionali, ecc.. Questa prescrizione Tecnico giuridica ha una chiara valenza di sicurezza stradale al di là di ogni ragione in termini di sanzioni sia pecuniarie che altro. Stessa motivazione, e forse la mancanza di controlli su quello che entra alle nostre frontiere, è alla base dell’impennata della percentuale di gomme non omologate che è oggi raddoppiato rispetto a un anno fa attestandosi quasi al 4%.

C’è dunque ancora molto da fare per promuovere una circolazione sicura a partire dal pneumatico: fondamentale ma sempre più trascurato, probabilmente anche a causa della crisi che riduce sempre di più la capacità di acquisto degli italiani.

Anche quest’anno i dati sono stati elaborati sul modello del Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Torino e come sempre non sono mancate le sorprese soprattutto riferite agli invernali. A partire dal numero di vetture che in estate ancora monta gomme invernali, dato in crescita rispetto al 2013, con il 12,44 % del campione, mentre l’1,95% monta pneumatici invernali con codice di velocità ridotto.

Confronto-spazio-frenataCon temperature calde, il pneumatico estivo riduce lo spazio di frenata su asfalto asciutto fino al 25% rispetto all’omologo invernale, mentre su bagnato la differenza di spazio di frenata arriva fino al 18% rispetto all’invernale. “Pneumatici fuori controllo, verrebbe da dire” commenta i Direttore di Assogomma Fabio Bertolotti “Un quadro in netto peggioramento che conferma la necessità di interventi, non solo in termini di controlli stradali, che comunque è dimostrato producono effetti benefici. Bisogna iniziare a premiare l’automobilista attento che, responsabilmente, provvede a controllare periodicamente i suoi pneumatici, utilizzando quelli conformi e idonei anche al periodo stagionale. I pneumatici devono rientrare tra quei dispositivi che l’automobilista acquista e manutiene godendo dei benefici di deducibilità. Perché mai si può dedurre il costo di un divano e non anche quello dei pneumatici e della loro manutenzione? E dire che a pneumatici in ordine corrisponde un diretto effetto sulla possibilità di ridurre gli incidenti stradali che costituiscono un costo per il nostro Paese di quasi 30 miliardi di euro.”

“La sicurezza stradale passa anche attraverso una corretta manutenzione dei pneumatici. I dati dei controlli effettuati dalla Polizia Stradale evidenziano che purtroppo – ancora oggi – gli utenti della strada non hanno una piena consapevolezza dell’importanza della perfetta efficienza di tutte le componenti del veicolo, tra le quali, senza dubbio, rivestono un ruolo prioritario gli pneumatici. E’ infatti fondamentale che ogni veicolo monti pneumatici in conformità del dettato normativo per non compromettere la sicurezza alla guida” – spiega Giuseppe Bisogno, Direttore del Servizio Polizia Stradale.

I dati in generale non premiano o castigano una specifica regione o provincia ma a seconda dell’argomento distribuiscono da nord a sud, da est a ovest, vizi e virtù con un dato comune: dove sono state condotte negli anni passati numerose indagini di questo tipo, i dati migliorano. Tutto ciò a dimostrazione che i controlli fanno bene alla sicurezza stradale migliorando l’attenzione degli automobilisti nei confronti delle scarpe della propria vettura.

Volendo tracciare l’identikit dell’automobilista modello (89.8% di conformità), cioè quello che monta un prodotto omologato, conforme alla Carta di Circolazione, omogeneo, senza danneggiamenti, non usurato e in regola con la revisione lo troveremmo così: Italiano di Bolzano, con un’auto oltre i 1.400cc, con meno di 5 anni e pneumatici estivi che guida su una strada a una corsia. Segue di un’incollatura il bolzanino virtuoso l’automobilista Ferrarese con l’89,71% di conformità.

Ma anche tra i virtuosi bisogna comunque sottolineare che c’è un 10,2% di automobilisti che presenta una non conformità relativa ai pneumatici, rispetto ad una media nazionale del 16,56% e una maglia nera che si attesta ad un pericoloso 33,14%.

Mentre l’automobilista meno accorto (più bassa % di pneumatici in regola – 66.86% del campione), lo troveremo a Taranto, sempre su una strada a una corsia, con un’auto oltre i 1.400 cc che tra i 5 e i 10 anni e pneumatici prevalentemente estivi (72% del campione). Al secondo posto per disattenzione Belluno (67,57% di conformità).

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