Mercato

Ecopneus: nuova riduzione del contributo PFU

Dal primo luglio sono ancora più bassi i contributi ambientali associati all’acquisto di pneumatici nuovi immessi nel mercato dai soci di Ecopneus. La società senza scopo di lucro è infatti riuscita a rendere ancora più efficienti le modalità operative di gestione dei Pneumatici Fuori Uso ed ha dunque potuto abbassare ancora il contributo ambientale richiesto ai consumatori, che da oggi scende da 2,30 a 2 euro per il segmento auto ed in proporzione per tutte le altre tipologie di pneumatico (in calce la tabella).

tabDal 2011 è la quarta volta che Ecopneus riduce il contributo ambientale, grazie ad un costante impegno per l’ottimizzazione dei processi operativi e ad una gestione attenta ed efficiente. Il risparmio per i consumatori italiani con questa ultima riduzione è stimato in 9 milioni di euro su base annua. Dall’avvio del sistema nel settembre 2011 ad oggi, l’insieme delle riduzioni ha comportato invece un risparmio complessivo sull’acquisto di pneumatici nuovi stimato in circa 30 milioni di euro.

“Una riduzione ancora più preziosa alla luce del rilevante livello di servizio assicurato al mercato del ricambio dei pneumatici, degli importanti risultati operativi raggiunti sul campo e del nostro impegno oltre quanto chiesto dalla normativa” dichiara Giovanni Corbetta, Direttore Generale di Ecopneus. “Anche lo scorso anno siamo riusciti a superare il nostro target di legge sulla raccolta, andando a prelevare 247 mila tonnellate di PFU da 33.000 “gommisti” grazie a oltre 72.000 missioni di automezzi. Riuscire ad ottenere questi risultati, garantendo un ottimo servizio al sistema e un risparmio al consumatore deve essere motivo di orgoglio per tutti gli attori della nostra filiera che a tale risultato hanno fortemente contribuito”.

tab2Il contributo ambientale è un importo collegato all’acquisto di ogni pneumatico nuovo che deve servire esclusivamente a finanziare le operazioni di raccolta, trasporto e trattamento del pneumatico una volta arrivato a fine vita. Un costo in passato compreso nel prezzo del pneumatico nuovo e che dal 2011 deve essere invece evidenziato nel documento di vendita, a tutela del consumatore che non è più esposto a ricarichi o pratiche commerciali scorrette. Da esso non può derivare nessun utile: la legge prevede che eventuali avanzi di gestione di fine anno non possano essere distribuiti come dividendi ai soci e che debbano essere destinati per almeno il 30% in operazioni di prelievo da stock storico, al fine di ridurre gli accumuli di PFU presenti in Italia.

Ecopneus, grazie all’avanzo di gestione ottenuto, in questi anni ha portato a termine 8 operazioni di prelievo straordinario da stock storico rimuovendo e avviando a recupero complessivamente circa 50.000 tonnellate di PFU. Un’ulteriore operazione analoga è tuttora in corso nel più grande accumulo di PFU d’Europa, a Castelletto di Branduzzo (PV), dove ne erano accumulate oltre 60.000. Ad oggi oltre 22mila tonnellate di PFU sono state già rimosse e il sito sarà completamente svuotato entro il 2016.

 

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