TPMS: Continental Automotive da sempre predilige i sistemi di monitoraggio diretti rispetto a quelli indiretti

14 novembre 2016 | 0 Commenti
 
TPMS: Continental Automotive da sempre predilige i sistemi di monitoraggio diretti rispetto a quelli indiretti
TPMS: Continental Automotive da sempre predilige i sistemi di monitoraggio diretti rispetto a quelli indiretti

Dopo le dichiarazioni di Transport&Environment, secondo cui i TPMS indiretti non sarebbero in grado di rilevare i cali di pressione nei pneumatici in condizioni di guida reale, ma solo in condizioni specifiche di test al banco opportunamente settate dai produttori di autoveicoli, emergono le prime reazioni.

“Continental Automotive da sempre predilige i sistemi di monitoraggio diretti rispetto a quelli indiretti”, dichiara Francesco Aresi, responsabile commerciale della divisione Indipendent Aftermarket VDO e ATE per l’Italia. “Il sistema diretto utilizza un sensore all’interno di ogni pneumatico raccogliendo direttamente e accuratamente dati sulla pressione, trasmettendoli immediatamente al veicolo. Anche il mercato riconosce la superiorità dei sistemi diretti in quanto in Europa due veicoli su tre sono equipaggiati con sistemi TPMS, utilizzano il sistema diretto e in Nord America si supera persino l’85%”.

Più sicurezza ed efficienza con i sistemi diretti

La distanza di arresto di un autoveicolo aumenta di oltre 6 metri sul bagnato ad una velocità di 100 km/h con una pressione dello pneumatico di 1,6 bar invece di 2,1. In altri termini, mentre un’auto che viaggia con pneumatici alla pressione ottimale è già ferma, quella con pressione troppo bassa è ancora in movimento ad una velocità di 33 km/h. Con 0,2 bar di pressione in meno su tutti e quattro gli pneumatici, il consumo di carburante aumenta fino all’1%, percentuale che sale al 4% con 0,6 bar in meno. In questo caso inoltre la durata dello pneumatico diminuisce di ben il 45%.

vdo_redi_sensor“Continental Automotive offre due tipologie di sistemi diretti per il monitoraggio della pressione: i TPMS VDO, con fissaggio tramite valvola, e i VDO REDI Sensor, con applicazione tramite incollaggio all’interno del pneumatico” continua Francesco Aresi. “I sensori VDO rilevano e comunicano al veicolo una variazione di 0,1 bar della pressione, aiutando il conducente a mantenere sempre la pressione raccomandata e assicurando quindi una maggiore sicurezza dell’autoveicolo. Una notevole importanza riguarda anche l’ambiente, in quanto la corretta pressione dello pneumatico ottimizza la resistenza al rotolamento e ne riduce l’usura, rendendo la guida più efficiente e riducendo i consumi”.

 

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Categoria: Mercato, Notizie

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