Il Decreto Ruote nel mirino di Apindustria

11 maggio 2016 | 0 Commenti
 
Il Decreto Ruote nel mirino di Apindustria
Il Decreto Ruote nel mirino di Apindustria

Il 26 aprile scorso Apindustria Brescia, di cui Eta Beta fa parte, ha organizzato un incontro per denunciare le difficoltà delle imprese italiane produttrici di ruote speciali in lega leggera. I pareri, anche se espressi in modi assolutamente pacati, sono molto decisi: “La nuova normativa interna penalizza le vendite in Italia di ruote “after market”, riduce la competitività, aumenta i costi. Un esempio di pessima burocrazia e di quello che non si deve fare”, ha affermato il presidente di Apindustria Brescia, Douglas Sivieri, nella conferenza stampa che si è tenuta nella sede dell’associazione.

Marco Mancin, presidente di Associazione Componentisti Autoveicoli, organo che si pone l’obiettivo di difendere gli interessi delle aziende che producono componenti, accessori e ricambi automotive, ha affermato: “Questa legge nell’ultimo anno ci ha fortemente penalizzato. Non siamo più operativi sul mercato italiano, non riusciamo più a soddisfare le esigenze della clientela, ci troviamo in grande difficoltà, sia in Italia che all’estero. Una legge sulla sicurezza andava realizzata, ma il modo in cui è stata fatta non ha tenuto conto delle esigenze delle aziende.”

L’avvocato Giulio Bonadio, consulente di ACA, ha rincarato la dose:”nessuno dice che il settore non andasse regolamentato. Prima arrivavano ruote da tutte le parti del mondo, vendute sul mercato a prezzi bassissimi, di scarsa qualità e dubbia sicurezza. La regola, però, c’era già anche se non era scritta: tutti o quasi coloro che volevano vendere in Europa omologavano, e omologano anche oggi, KBA. La cosa assurda è che l’omologazione tedesca non vale per il mercato italiano e il contrario. Questo comporta grandi costi per le PMI italiane del settore.”

All’incontro sono intervenuti anche Rosa Prestini Fiorini, presidente di Eta Beta e Francesco Notaristefano, direttore commerciale di Eta Beta. Le critiche al Decreto e il “grido di dolore” delle 8 aziende aderenti ad ACA è stato ripreso anche dai media locali: ne hanno parlato il Giornale di Brescia, Brescia Oggi e il Corriere della Sera Brescia.

Sivieri ha concluso che porterà all’attenzione degli organi nazionali la questione, mentre Bonadio ha affermato che la soluzione è consentire la libera circolazione delle omologazioni già ottenute in un altro paese europeo, mentre Mancin si augura che il Decreto venga sospeso in attesa che l’Unione Europea vari una legge che abbia valenza per tutta la Comunità.

 

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