Condannati 11 ex dirigenti Pirelli per morti dovute all’amianto

17 luglio 2015 | 0 Commenti
 
Condannati 11 ex dirigenti Pirelli per morti dovute all’amianto
Condannati 11 ex dirigenti Pirelli per morti dovute all’amianto

Sono stati tutti condannati, con pene diverse, gli 11 ex dirigenti Pirelli imputati di cooperazione in omicidio colposo e lesioni gravissime in relazione alle morti di 24 operai, dovute all’esposizione alle fibre di amianto nelle fabbriche di via Ripamonti e viale Sarca. Ludovico Grandi e Gianfranco Bellingeri, amministratori delegati Pirelli negli anni ’80, sconteranno rispettivamente a 4 anni e 8 mesi e a 3 anni e 6 mesi di carcere. Condanne anche per Guido Veronesi (6 anni e 8 mesi), fratello dell’oncologo ed ex ministro Umberto Veronesi, Gabriele Battaglioli (3 anni), Piero Giorgio Sierra (6 anni e 8 mesi, ex presidente dell’Associazione italiana per la ricerca sul cancro), Omar Liberati (3 anni e 6 mesi), Gavino Manca (5 anni e 6 mesi), Armando Moroni (3 anni), Roberto Picco (3 anni), Carlo Pedone (3 anni) e Luciano Isola (7 anni e 8 mesi, la pena più pesante inflitta).

Secondo il capo di imputazione formulato dal pm di Milano Giulio Benedetti, poi sostituito dal collega Maurizio Ascione, “la morte per mesotelioma pleurico o lesioni gravissime ai propri dipendenti per mesoteliomi e asbestosi pleuriche” è stata causata dagli imputati che hanno agito con “imprudenza, negligenza, imperizia e in violazione della normativa sulla sicurezza del lavoro, in particolare il dpr 303/56”

Gli operai hanno lavorato per lungo tempo esposti alle fibre di amianto che erano disperse nell’aria. Gli imputati non avrebbero installato sistemi di aspirazione e raccoglimento polveri per proteggerli, mentre secondo il pm Pirelli avrebbe dovuto adottare misure di contenimento o pretendere che venissero adottate.

Il Tribunale di Milano ha anche condannato gli imputati e il responsabile civile Pirelli Tyre Spa al pagamento di una provvisionale complessiva da 520 mila euro per le parti civili e al risarcimento dei danni da quantificare in sede civile. In particolare è stata disposta una provvisionale da 200 mila euro per la moglie e la figlia di un operaio, 300 mila euro per l’Inail e 20 mila euro per Medicina Democratica e l’Associazione italiana esposti amianto. La maggior parte dei parenti delle vittime avevano già ricevuto un risarcimento fuori dibattimento e si erano ritirati dal processo.

“Prendiamo atto con rammarico dell’odierna sentenza di primo grado e aspettiamo di leggere le motivazioni non appena saranno depositate. Sulla base delle evidenze scientifiche a oggi disponibili emerse nel corso della fase dibattimentale del processo, siamo certi della correttezza dell’operato dei nostri assistiti per i fatti contestati risalenti a oltre 25 anni fa, e presenteremo impugnazione in appello” hanno affermato gli avvocati di Pirelli e degli ex dirigenti Pirelli.

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Categoria: Mercato, Notizie

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