Gli USA aumentano ancora i dazi per l’importazione di pneumatici cinesi

23 giugno 2015 | 0 Commenti
 
Gli USA aumentano ancora i dazi per l’importazione di pneumatici cinesi
Gli USA aumentano ancora i dazi per l’importazione di pneumatici cinesi

Venerdì 12 giugno, il Dipartimento del Commercio statunitense ha annunciato le sue decisioni finali per quel che riguarda i dazi antidumping e quelli compensativi relativi alle importazioni di pneumatici cinesi per autovettura e trasporto leggero. Mentre molti analisti e osservatori si aspettavano che le percentuali calassero – come già avvenuto in precedenza – in realtà sono state aumentate arrivando, in alcuni casi, a toccare il 188% quando vengono combinate. La maggior parte delle aziende produttrici di pneumatici in Cina o che importano pneumatici cinesi negli Stati Uniti dovranno quindi pagare molto di più di quanto precedentemente ipotizzato.

Il dipartimento del commercio (DOC) ha stabilito che le importazioni di alcuni pneumatici provenienti dalla Cina subiranno dazi antidumping che vanno dal 14,35& all’87,99%. Secondo il DOC, il tasso pari all’87.99% si basa su “fatti sfavorevoli riscontrati”, suggerendo che ci sono stati fattori aggravanti dovuti ai modi in cui alcuni produttori di pneumatici cinesi hanno risposto, o non risposto, alle richieste del DOC. Giti Tire Global Trading Pte. Ltd. e Sailun Group Co., Ltd. hanno ricevuto dazi definitivi del 29,97% e 14,35%, rispettivamente. Tutti gli altri produttori/esportatori cinesi hanno ricevuto un margine di dumping finale dell’87.99%.

Il Dipartimento ha anche stabilito che alcune importazioni di pneumatici ricevessero dazi compensativi che vanno da un minimo del 20,73% ad un massimo del 100,77%. Anche in questo caso, il tasso maggiore è dovuto a “fatti sfavorevoli”. Il dipartimento ha calcolato un tasso finale del 37.20% per GITI Tire (Fujian) Co, Ltd, del 20.73% per Cooper Tire Kunshan Co, Ltd, e del 100,77% per Shandong Yongsheng Rubber Group Co., Ltd. (Yongsheng). La tariffa per Yongsheng è dovuta al fatto che la società non ha risposto alle richieste del Dipartimento. Tutti gli altri produttori/esportatori cinesi hanno ricevuto un tasso del 30,87%.

La decisione, comunque, non è ancora definitiva: se la US International Trade Commission (ITC) deciderà in altra maniera, entrambe le inchieste cadranno e non ci saranno conseguenza per produttori o esportatori. Tuttavia, un’eventualità di questo tipo è assai improbabile. L’ITC emetterà il suo giudizio il 27 Luglio 2015.

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Categoria: Mercato, Notizie

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