Mercato

Goodyear annuncia i risultati del 2014

Goodyear Tire & Rubber Company ha annunciato i risultati del quarto trimestre e dell’anno 2014. Le vendite di Goodyear sono state pari a 18,1 miliardi di dollari, rispetto ai 19,5 miliardi di dollari del 2013, in calo del 5,2%. Le vendite hanno risentito del tasso di cambio sfavorevole per una cifra complessiva pari a 571 milioni di dollari. I volumi unitari hanno totalizzato 162 milioni di pezzi, in leggero calo rispetto ai 162,3 milioni del 2013,  con il mercato dei pneumatici di ricambio che è aumentato dell’1%, mentre quello degli equipaggiamenti originali è sceso del 3%. Il risultato operativo della società di è aumentato dell’8%, a 1,7 miliardi di dollari. Rispetto all’anno precedente, il significativo incremento del risultato operativo riflette una riduzione dei costi delle materie prime e i costi di conversione, in parte compensati da un price/mix più basso e dal cambio sfavorevole.

L’utile netto di Goodyear disponibile agli azionisti comuni è stato di 2,4 miliardi dollari (8,78 dollari per azione). Escludendo alcune voci significative, l’utile netto rettificato è stato di 790 milioni dollari (2,83 dollari per azione). L’utile netto disponibile per gli azionisti comuni era di 600 milioni di dollari (2,28 dollari per azione) nel 2013, mentre quello rettificato è stato pari a 725 milioni dollari (2,63 dollari per azione).

“Abbiamo ottenuto un risultato operativo record per l’intero anno, navigando con successo in un contesto economico globale difficile” ha detto Richard J. Kramer, presidente e chief executive officer. “Mentre le condizioni del settore hanno portato a risultati contrastanti a livello globale, abbiamo raggiunto il risultato operativo record per il quarto trimestre in Nord America e in Asia Pacifico. La nostra performance dimostra che stiamo perseguendo la giusta strategia” ha aggiunto. “Guidati dal nostro slancio in America del Nord, siamo sulla strada giusta per raggiungere il target 2015 di crescita del reddito operativo compreso tra il 10 e il 15% sopra il nostro record 2014, nonostante le gravi turbolenze causate dalla crescente forza del dollaro” ha detto Kramer.

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