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Michelin: 100 anni di prodotti invernali

Nel 1933 Michelin ha prodotto Michelin N, il primo pneumatico invernale della casa di Clermont-Ferrand. L’azienda francese si caratterizza da sempre per l’innovazione costante che apporta ai pneumatici, ed oggi si sente spesso parlare di Michelin Total Performance e di Michelin Road Usage Lab. Il primo è un concetto, una regola di sviluppo, un obiettivo costante che si basa sull’idea di fornire pneumatici per ciascuna esigenza in grado di soddisfare questa necessità e fornire al contempo altre prestazioni, senza compromessi. Il secondo invece consiste di un team di esperti dedito alla ricerca di informazioni di guida in condizioni reali. Questo è possibile grazie all’installazione sui veicoli di 3.000 automobilisti di sensori e strumenti di comunicazione. Questo laboratorio in tempo reale consente di capire ciò che gli automobilisti pensano, come si comportano realmente e di quali tipi di pneumatici hanno davvero bisogno.

Cattura
La guarnizione antighiaccio del 1910

Le innovazioni nel passato, però, sono state ben altre. Nel 1910 Michelin ha presentato una speciale guarnizione antighiaccio, composta da nastri in pelle intrecciati, avvolti sul pneumatico, per offrire maggiore aderenza. Questo era solo il primo prototipo, migliorato solamente due anni dopo, nel 1912, con una guarnizione antighiaccio diventata nota come catene antineve: “Un sistema flessibile di catene in acciaio, raggi e nastri in pelle in tre strati, con rivetti integrati all’esterno”, afferma la pubblicità del 1912.

Il primo vero pneumatico invernale, come accennato, risale al 1933. Si tratta del Michelin N: le aree in rilievo fungono da arpione, aumentando l’aderenza sui terreni soffici. Questo modello si evolve poco fino agli anni ‘50, quando sui lati appaiono i marchi “M + S”, mantenendo l’aspetto “intagliato” per consentire una migliore evacuazione della neve. Nello stesso periodo l’intaglio N, prima riservato ai pneumatici convenzionali, è applicato anche ai pneumatici X.

Già negli anni ‘30, l’azienda stava lavorando a un’idea per migliorare l’aderenza sul bagnato: le lamelle. Applicata da principio ai pneumatici estivi Michelin Stop nel 1934, Michelin Pilot nel 1937 e Michelin X nel 1949, questa nuova tecnologia è quindi declinata anche sui pneumatici invernali, con il lancio del modello Michelin Xh nel 1967. Questo pneumatico radiale poteva affrontare neve e ghiaccio, ma anche strade asciutte e bagnate. Le scanalature erano intagliate e presentavano ampi solchi per facilitare l’evacuazione della neve e i tasselli della parte centrale del battistrada aumentavano l’aderenza. Il modello Michelin Xh era così in grado di rispondere ai fattori contrastanti che influiscono sulla tenuta di strada in inverno.

Nel 1968, Michelin lancia il modello X M + S, seguito dal modello X M + S3. Sono pneumatici concepiti per chi viaggia di frequente in inverno e deve affrontare neve soffice, neve compatta o ghiaccio. Il battistrada presenta profonde scanalature e intagli, oltre a tasselli per rimuovere la neve, disposti in sequenza alternata per una migliore aderenza. Per oltre un decennio, i pneumatici chiodati saranno i preferiti dagli automobilisti per l’inverno.

Nel 1983, infine, nasce il modello Michelin X M + S100. I tasselli sono più piccoli, ma la grande novità sta negli intagli distribuiti su tutta la superficie del battistrada, in posizione inclinata e più profondi per una migliore aderenza. Inoltre il modello X M + S100 è costituito da un composto di gomma concepito per rimanere flessibile alle basse temperature. In seguito, Michelin commercializza altri modelli simili a XM + S130 e S330 + XM.

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