Luce verde per l’acquisto di Ihle da parte di Michelin

17 ottobre 2014 | 1 Commento
 
Luce verde per l’acquisto di Ihle da parte di Michelin
Luce verde per l’acquisto di Ihle da parte di Michelin

Poco più di un mese fa si era diffusa la notizia dell’acquisto di Reifen Ihle Baden-Baden AG da parte di Michelin. L’ufficio federale tedesco antitrust (Bundeskartellamt) ha ora dato la sua approvazione, quindi Michelin può procedere all’acquisto del 100% di Ihle Holding AG, un gruppo composto da circa 20 aziende, tra cui Ihle Baden-Baden AG, il più grande grossista della Germania che nel 2012 aveva un fatturato di circa 175 milioni di euro. Il Gruppo Michelin deteneva già una partecipazione di minoranza di circa il 20%.

Quando è emersa la notizia della potenziale acquisizione, Ihle Baden-Baden era stata descritta come una “società sana e di successo”. Questa valutazione è risultata successivamente non corretta, a partire, almeno, dall’anno 2011 in poi. Il fatturato dell’azienda, dal 2010 al 2011, è aumentato da 210 milioni a 245 milioni, con il risultato operativo che è aumentato proporzionalmente. Circa il 22% del fatturato è stato generato in Germania e il resto in altri mercati. Tuttavia, a seguito di un utile netto di gruppo annuale di 6,2 milioni di euro del 2010, nel 2011 Ihle ha registrato una perdita di 4,2 milioni di euro. I debiti bancari sono passati da 4, 9 milioni nel 2010 a 32,6 l’anno successivo, mentre i debiti verso fornitori sono saliti da 36,5 milioni nel 2010 a 56,3 milioni nel 2011. Infine, le spese di gestione sono passate da 27 milioni di euro a 39,8.

L’aumento del debito verso i fornitori e le banche è stato spiegato in parte con l’aumento della capacità del magazzino, che aveva l’obiettivo di garantire la fornitura dei prodotti. Un altro fattore determinante è stato anche il tasso di cambio negativo del franco svizzero, che ha contribuito con un massiccio deprezzamento di 4,5 milioni di euro.

Il risultato operativo di Ihle Baden-Baden è sceso da circa 25 milioni nel 2011 a circa 20 milioni nel 2012 e è probabile che si assista ad un’ulteriore riduzione nel 2013 (i risultati dello scorso anno non sono ancora disponibili). In ogni caso, quest’anno non ci sarà una grande svolta: dopo un buon inizio per il mercato, le cifre si sono abbassate nel secondo trimestre e sembra che abbiano continuato su questo trend anche nel terzo. E’ molto probabile che le cifre del mercato nel 2014 torneranno ai livelli del 2012.

L’accordo con Michelin non sarebbe importante solo per la Germania, perché 110 milioni di euro del fatturato della società arrivano da mercati estranei a quello domestico. Questo significa che l’interesse è molto più ampio, e riguarda anche altri produttori di pneumatici: non si conosce la percentuale del fatturato di Ihle Baden-Baden che proviene da prodotti Michelin, ma tradizionalmente il grossista ha lavorato con diversi brand, come Goodyear, Pirelli, Continental e altri. Inoltre, risulta interessante capire se Michelin manterrà la struttura di gestione attuale di Ihle Baden-Baden AG. Ad oggi, il grossista è guidato da Fabian Bohne, il genero di Gert Ihle (che ha assunto il controllo dell’azienda di famiglia dai suoi genitori, fondatori dell’azienda, Fritz e Sofile Ihle, nel 1963).

Il fallimento di Ihle solleva una domanda importante: i grossisti indipendenti europei di pneumatici hanno ancora un futuro? La competizione con i diversi portali online ha definitivamente reso il prezzo l’unico fattore che conta? Ha ancora senso parlare di relazione fornitore- cliente?

Con queste domande in mente, l’acquisizione di Ihle da pate di Michelin ha senso in entrambe le direzioni: l’azienda francese acquisirebbe l’intera struttura logistica di Ihle, acquisendo e migliorando una parte della filiera, mentre Ihle, oltre a sistemare la situazione finanziaria, potrebbe espandersi in gran parte d’Europa beneficiando dei magazzini Michelin.

 

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Categoria: Mercato, Notizie

Commenti (1)

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  1. Gaetano Vincenzo scrive:

    Assolutamente non ha più senso parlare di rapporto fra cliente e fornitore poiché il mercato viene imposto dal prezzo. Grazie al B2B ogni rivenditore ne possiede almeno una decina dove controlla il miglior prezzo.

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