Mercato

I dazi sulle gomme cinesi dividono l’America

L’Associazione americana dell’industria della gomma (TIA) si è opposta alla International Trade Commission (ITC), che vorrebbe limitare l’importazione di pneumatici per autovetture e autocarri di fabbricazione cinese negli Stati Uniti. La TIA si è già precedentemente opposta ad una misura analoga nel 2009. Secondo una dichiarazione pubblicata il 26 giugno, l’associazione “sente fortemente che questa misura, pur mossa da00 buone intenzioni, non sarebbe di aiuto nella conservazione dei posti di lavoro nell’industria, e sarebbe dannosa per i consumatori, in quanto questi pneumatici sono spesso una soluzione conveniente per gli automobilisti con budget limitati. Tuttavia, l’associazione ribadisce anche la sua posizione di lunga data secondo la quale tutti i pneumatici – a prescindere dal paese di origine – devono essere tenuti a rispettare tutti gli applicabili standard di sicurezza della Federal Motor Vehicle.”

La dichiarazione arriva in risposta all’annuncio del 3 giugno 2014 in cui la United Steel Workers (USW), insieme ad altre associazioni industriali, promuoveva una petizione per far determinare alla Commissione per il commercio internazionale degli Stati Uniti se i pneumatici per autovettura e autocarri leggeri fabbricati in Cina fossero soggetti a dumping negli Stati Uniti. Il testo ufficiale è “essere importati in quantità sempre maggiori o in condizioni tali da provocare o minacciare di provocare la spaccatura del mercato dei fabbricanti di prodotti simili o direttamente concorrenti”.

Nonostante la sua opposizione a queste misure, la TIA ha detto che è consapevole della perdita di posti di lavoro manifatturieri negli Stati Uniti, ma asserisce che ciò è avvenuto nel corso di molti anni e a causa di una moltitudine di iniziative di politica commerciale. L’associazione ritiene che una riduzione importante della quantità di pneumatici cinesi importati sarebbe essa stessa una spaccatura del mercato, e causerebbe danni ingenti sia alle aziende che ai consumatori americani.

“I nostri membri, importando direttamente o tramite fornitori, incontrano le esigenze di un segmento di mercato consumer che chiede pneumatici a basso costo. I dazi potrebbero creare una mancanza di questi prodotti. Nel migliore dei casi eventi di questo tipo sono preoccupanti, ma nel clima di oggi una manovra di questo tipo potrebbe infliggere gravi danni finanziari a molti rivenditori e al pubblico automobilistico.”

La USW accusa la Cina di mirare al mercato americano dei pneumatici per autovettura e autocarro in seguito alla scadenza dei dazi nei confronti dei pneumatici di fabbricazione cinese, avvenuta nel 2012. “Le importazioni di pneumatici dalla Cina a prezzi eccessivamente bassi hanno incominciato ad inondare il mercato statunitense”, commenta Leo W. Gerard, presidente di USW International. “I produttori di pneumatici nazionali hanno rapidamente perso quote di mercato negli ultimi due anni. Le spedizioni nazionali sono stati tagliate dalla crescita esponenziale delle importazioni dalla Cina, e mentre la nostra economia si riprende, i produttori nazionali e i loro lavoratori non godono di questi benefici. I margini di dumping individuati sono pari al 92%. In poche parole, la Cina sta rubando posti di lavoro americani e l’intenzione della nostra associazione è lottare per ognuno di quei posti di lavoro.”

Secondo la USW, le importazioni di pneumatici dalla Cina sono più che raddoppiate lo scorso anno, raggiungendo quota 50,8 milioni di unità, crescendo ulteriormente del 24,6% nel solo primo trimestre del 2014. La Commissione per il commercio internazionale degli Stati Uniti deciderà in merito il primo agosto e condividerà le sue opinioni con il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti il 5 agosto.

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