Pneumatici da riciclare: un serpentone lungo quattro volte il giro del mondo

15 gennaio 2014 | 0 Commenti
 
Pneumatici da riciclare: un serpentone lungo quattro volte il giro del mondo
Pneumatici da riciclare: un serpentone lungo quattro volte il giro del mondo

Sono ben 227 milioni i pneumatici usati che vengono generati ogni anno all’interno dell’Unione Europea: un lunghissimo serpentone che potrebbe completare quattro volte il giro della terra all’equatore. Questa grande quantità di pneumatici usati – sottolinea l’Osservatorio Airp – può rappresentare un problema ambientale. La soluzione migliore per risolverlo, come si desume anche dal codice ambientale (Dlgs. 152/2006), è la ricostruzione e, solo nel caso in cui questa non sia possibile, è opportuno procedere allo smaltimento che è stato regolamentato efficacemente dal Decreto Ministeriale n. 82 dell’11 aprile 2011. L’obiettivo principale di questo decreto è quello di ottimizzarne il recupero, prevenire la formazione dei rifiuti e proteggere l’ambiente. Il decreto definisce chiaramente tutti gli aspetti per poter avere una gestione efficiente dei pneumatici fuori uso.

Come si diceva, al di là di quanto previsto dal Decreto del 2011, la soluzione migliore è comunque l’utilizzo di pneumatici ricostruiti che sono adottati soprattutto nel settore del trasporto merci sia in Italia che, in misura ancora maggiore, nelle altre economie avanzate. Con la ricostruzione è possibile riutilizzare ben il 70% di un pneumatico sostituendo esclusivamente il battistrada usurato. In questo modo si allunga notevolmente il ciclo di vita del pneumatico e se ne ritarda l’immissione nell’ambiente. Data la grande quantità di pneumatici usati prodotti ogni anno, la loro ricostruzione è un’importante opportunità per ridurre l’impatto ambientale del loro smaltimento. E ciò senza pregiudizio per la sicurezza perché i ricostruiti presentano le stesse garanzie di affidabilità dei pneumatici nuovi. A tutto ciò si aggiunge che l’impiego di ricostruiti consente un risparmio economico considerevole ed è, dunque, una soluzione che non solo ha un’importante valenza ecologica, ma che può anche aiutare le industrie del trasporto in questo momento di difficoltà economiche.

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Categoria: Notizie, Ricostruzione

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