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CRTCU: di poco aiuto l’etichetta UE sui pneumatici invernali

Il Centro di Ricerca e Tutela dei Consumatori e degli Utenti ha contestato il 20 ottobre l’etichetta europea per i pneumatici, che è obbligatoria da poco meno di un anno e che dovrebbe aiutare gli automobilisti nella scelta degli pneumatici. “Purtroppo fornisce poche indicazioni riguardo alle caratteristiche di sicurezza dei pneumatici, e pertanto non aiuta nella scelta”, commenta il CRTCU.

Di seguito il testo del Centro, con sede a Trento, che fornisce gratuitamente informazioni, consulenza e assistenza in materia di consumi privati e che svolge attività di ricerca e studio delle problematiche che riguardano i consumatori, effettuare analisi comparative dei prodotti e dei servizi.

“L’etichetta tralascia alcuni aspetti importanti degli pneumatici da neve, come le caratteristiche in frenata e l’aderenza al manto stradale in caso di neve o ghiaccio. Essa dovrebbe essere pertanto ampliata nel senso indicato. Il criterio tecnico dell’aderenza al manto stradale bagnato, che è uno delle tre componenti obbligatorie dell’etichetta e che dovrebbe fornire informazioni su tale caratteristica degli pneumatici, riporta invece soltanto indicazioni sulla “qualità” della frenata su strade bagnate.

L’etichetta UE considera soltanto 3 delle 20 caratteristiche più importanti

La nuova etichetta fornisce indicazioni sui seguenti aspetti: aderenza al manto stradale, influenza dello pneumatico sul consumo di carburante e sui decibel (rumorosità dello pneumatico). L’etichetta mostra le caratteristiche di sicurezza ed efficienza energetica su di una scala, che va dal migliore: “A” (verde) al peggiore: “G” (rosso). Purtroppo gli aspetti della resistenza al rollio, dell’emissione di rumore e dell’aderenza al manto stradale bagnato non bastano certamente a valutare uno pneumatico. L’etichetta, ad esempio, non riporta informazioni riguardo la stabilità, le caratteristiche dello pneumatico in caso di “acquaplaning” o l’aderenza al manto stradale asciutto. Per gli automobilisti inoltre sarebbe molto utile un’indicazione riguardo lo stato di usura della gomma. In buona sostanza, la nuova etichetta dice poco e infatti, uno pneumatico che riceva la valutazione “C” in relazione al fattore aderenza al manto stradale bagnato, ciononostante può essere classificato quasi come “ottimo” pneumatico invernale.

Il “fiocco di neve” aiuta

Un aiuto nella scelta dello pneumatico è quello del “fiocco di neve” riprodotto in modo stilizzato sul lato dello pneumatico. Questo simbolo, infatti, può essere apposto soltanto se lo pneumatico abbia superato un test standard, comprovando in questo modo la sua idoneità alle condizioni meteo invernali. L’altra indicazione che spesso notiamo, ovvero una scritta in corsivo “M+S”, ci indica invece soltanto che la gomma rispetta le norme stradali e può essere utilizzata nel periodo invernale. Non fornisce però alcuna indicazione rispetto alla reale qualità della gomma in caso di neve o poltiglia. Per effettuare una scelta sicura, gli automobilisti farebbero bene a consultare i più recenti test sul prodotto, ad esempio su “Test” o “Altroconsumo”, oppure su altre riviste specializzate, nonché farsi consigliare da rivenditori esperti.

Non fatevi rifilare gomme invernali “datate”!

I produttori asseriscono che gli pneumatici inutilizzati, se conservati correttamente, possono essere venduti, anche dopo un periodo di 5 anni, come pneumatici “nuovi”. Con il passare del tempo però gli pneumatici si induriscono, cosa questa che causa un peggioramento delle caratteristiche di guida. Se la gomma ha più di un anno, fate quindi bene a contrattare con il rivenditore uno sconto.

Stabilire l’età di un pneumatico è molto semplice: il cd. numero DOT riportato a lato dello pneumatico ci fornisce indicazioni su “settimana” (prime 2 cifre) e “anno” (ultime 2 cifre) di produzione. Ad esempio, il numero DOT 12/09 indica quale data di produzione la 12esima settimana dell’anno 2009.”

 

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