David Seward lascia la presidenza dell’ITMA

24 maggio 2012 | 0 Commenti
 
David Seward, cederà la carica di presidente dell’ITMA ad un nuovo rappresentante, che verrà eletto dalle aziende socie a fine giugno
David Seward, cederà la carica di presidente dell’ITMA ad un nuovo rappresentante, che verrà eletto dalle aziende socie a fine giugno

L’attuale presidente di ITMA (Imported Tyre Manufacturers’ Association), David Seward, ha annunciato che, alla conclusione del mandato di due anni, lascerà la carica, che lo impegna ora alla guida dell’associazione che rappresenta in Europa gli interessi dei produttori e importatori di gomme non europei. Attualmente ITMA conta 16 aziende associate, tra cui i cinque principali produttori cinesi. Il nome del prossimo presidente verrà deciso, su elezione, in occasione del meeting annuale dell’associazione, che si terrà a fine giugno. Seward, che è managing director di Yokohama HPT Ltd con sede a Milton Keynes, è riuscito, durante il suo mandato, ad allargare la base associativa e attivare una commissione tecnica.

“Mentre mi avvicino alla fine del mio mandato di presidente dell’ITMA, guardo indietro con un certo orgoglio per le molte conquiste  che, come associazione, abbiamo ottenuto negli ultimi due anni”, ha dichiarato Seward. “Oggi operiamo in una situazione molto diversa da quella di solo di anni fa. Poiché la difficile situazione economica continua, assistiamo ad un significativo cambiamento negli schemi della domanda e dei comportamenti dei consumatori.  I margini, già risicati, sono stati ulteriormente spremuti su tutta la catena di fornitura e, con più di 300 marche di pneumatici in competizione, il mercato europeo è oggi più complesso che mai.”

Relativamente alle nuove normative tecniche e ambientali sviluppate in questi anni in Europa, Seward sottolinea che, pur nascendo da una serie di motivi lodevoli, come l’innalzamento degli standard di rispetto dell’ambiente o la trasparenza delle informazioni per consentire una scelta più consapevole ai consumatori, queste possono rappresentare una barriera per l’ingresso in Europa dei pneumatici d’importazione, così come determinano un innalzamento dei costi e un aumento della complessità del business. “Ritengo che proprio queste trasformazioni nel panorama competitivo, enfatizzino la necessità per i fabbricanti extra-europei di far parte di un associazione attiva, che lavora instancabilmente per tutelare i loro interessi e dare loro la possibilità di competere efficacemente e su un piano di parità”, ha concluso Seward.

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Categoria: Mercato

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