Le tre tecnologie del Michelin Pilot Super Sport

2 dicembre 2010 | 0 Commenti
 
Le tre tecnologie del Michelin Pilot Super Sport
Le tre tecnologie del Michelin Pilot Super Sport

Con l’annuncio dell’arrivo del nuovo Michelin Pilot Super Sport, la cui commercializzazione inizierà in tutto il mondo nel gennaio 2011, Michelin conferma il suo impegno ad investire appieno nell’universo delle alte prestazioni. Questo nuovo pneumatico, ispirato alle competizioni, è stato sviluppato con gli ingegneri di Porsche, BMW M e Ferrari e fa appello alle tecnologie più innovative:

Cintura Twaron®

Fibra ad alta densità utilizzata negli equipaggiamenti sportivi per alte prestazioni (tennis, vela, mountain bike), nell’aeronautica, nelle protezioni militari e nelle competizioni, il Twaron®, usato nella struttura del Michelin Pilot Super Sport, consente di ottenere un’elevatissima stabilità del pneumatico alle alte velocità. Grazie alla sua tensione variabile, la cintura stringe il battistrada più fortemente delle spalle. La forza centrifuga è dunque gestita meglio e le forze sono ripartite in modo più omogeneo.

Una delle principali caratteristiche del Twaron® è la sua elevata resistenza alla trazione. E’ una componente «forte» e allo stesso tempo leggera. A parità di peso, il Twaron® è cinque volte più resistente dell’acciaio.

 

Battistrada bi-mescola

Sviluppata originariamente per i pneumatici da competizione, questa tecnologia comporta l’inserimento di due diversi tipi di gomma nella parte destra e sinistra del battistrada. Sul lato esterno, un elastomero inedito rinforzato con nerofumo, sviluppato appositamente per la 24 Ore di Le Mans, assicura un’estrema durata, anche nelle curve strette. Sul lato interno, l’elastomero ad elevata aderenza di ultima generazione permette al pneumatico, su suolo bagnato, di sposare le minime asperità dell’asfalto e di rompere la pellicola d’acqua.

Variable Contact Patch 2.0

Grazie ai più recenti software di simulazione digitale utilizzati nell’aeronautica e nel settore automobilistico, le forze e, di conseguenza, le temperature sono state distribuite in modo omogeneo nell’area di contatto tra il pneumatico e la strada. In tal modo, in curva, la forma dell’area di contatto cambia, ma la superficie della gomma a contatto con il suolo rimane costante.

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