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La proposta dell’ACI: chi inquina, paga

“I sistemi di trasporto devono svilupparsi nel rispetto dell’ambiente e della sicurezza, con costi accessibili per imprese e cittadini. Una politica della mobilità sostenibile e moderna richiede pertanto un approccio integrato che consideri tutte le modalità di trasporto, i carburanti, i veicoli, le applicazioni telematiche, la gestione della domanda e la sensibilizzazione e informazione dei consumatori”. Lo ha dichiarato il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Enrico Gelpi, nel suo intervento a Milano al convegno celebrativo dei 30 anni della rivista “Energia”, alla cui nascita e realizzazione l’ACI ha collaborato insieme a Romano Prodi, Alberto Clò e Massimo Ponzellini.

“Il trasporto stradale – ha sottolineato Enrico Gelpi, presidente dell’ACI – è uno dei comparti su cui si è maggiormente concentrata l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni. Occorre sfatare il luogo comune che l’uso dell’auto sia la causa di tutti i mali, così come ritenuto frequentemente dagli amministratori locali. Rappresenta piuttosto l’effetto di una inefficace politica della mobilità che non ha saputo rispondere in modo adeguato alla crescente domanda. In tale ottica, rimane ancora critica la situazione del trasporto pubblico locale, sia per le mancate liberalizzazioni, sia per l’incertezza normativa, sia per le inadeguate risorse finanziarie”.

Secondo il presidente dell’ACI, l’esistenza di nuovi servizi e prodotti in grado di favorire una mobilità sostenibile non è sufficiente a garantirne la diffusione tra i consumatori. I governi possono allora sensibilizzare i cittadini su comportamenti responsabili, anche attraverso adeguate politiche di incentivazione e disincentivazione. “La fiscalità può essere usata – ha indicato Gelpi – come leva per facilitare l’introduzione di tecnologie che consentono di ridurre i consumi di carburante e le emissioni inquinanti degli autoveicoli, differenziando gli oneri sulla base dell’efficienza energetica e del livello di emissioni. E’ inoltre matura una riforma dei tributi che gravano sui veicoli, rimodulati secondo i principi chi usa paga e chi inquina paga. Si realizzerebbe così un sistema più equo, con il bollo auto che torna ad essere una tassa di circolazione da pagare per i chilometri percorsi.”.

Il presidente dell’ACI ha inoltre evidenziato i risultati dell’industria automobilistica italiana ottenuti nel miglioramento delle prestazioni dei motori alimentati da carburanti diversi dal gasolio e dalla benzina. In Italia circolano circa 1,5 milioni di autovetture a gpl, 600mila a metano e 1.300 elettriche: rappresentano soltanto il 6% del totale autovetture. “Molte sono state acquistate con gli incentivi – ha precisato Gelpi – e sarebbe opportuno riproporli. L’auto elettrica è la grande sfida tecnologica di questo inizio secolo ed è una buona soluzione per gli spostamenti su brevi distanze. Vanno tuttavia superate le criticità attuali: i costi elevati, i tempi lunghi di ricarica, l’elettricità ancora prevalentemente ottenuta da combustibili fossili”.

C’è una maggiore sensibilità degli automobilisti verso le questioni energetiche e della tutela ambientale, che potrebbe estendersi anche nei Paesi non OCSE se si diffondessero i miglioramenti di efficienza realizzati nelle economie più sviluppate e i principi della guida ecocompatibile. “A livello mondiale – ha concluso Gelpi – sarebbe possibile un risparmio medio del 50% di carburante entro il 2050, per un totale di 6 miliardi di barili di petrolio in meno ogni anno. Se anche i chilometri percorsi raddoppiassero, avremmo comunque un consistente abbattimento delle emissioni di CO2”.

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